TTIP: IL MADE IN ITALY RISCHIA L’AZZERAMENTO

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“Il TTIP (Trattato di libero scambio tra Europa e Stati Uniti) può rappresentare una sciagura di dimensioni inimmaginabili per il settore agroalimentare italiano, con danni enormi per le nostre aziende e per le produzioni di qualità tipiche dei nostri territori. Con il TTIP l’Europa azzererebbe il made in Italy spalancando le porte alle multinazionali americane libere di commercializzare nei nostri mercati i loro prodotti patacca”.

A sollevare la questione è l’europarlamentare Mara Bizzotto, vicesegretaria veneta della Lega Nord, che ha presentato alla Commissione UE un pacchetto di interrogazioni sul controverso TTIP, l’accordo di libero scambio in corso di negoziazione tra Europa e Stati Uniti. Un accordo che secondo l’on. Bizzotto, membro della Commissione Agricoltura, “metterebbe in ginocchio il comparto dell’agroalimentare italiano fatto di origini protette e di tipicità certificate, aprendo alla commercializzazione in Europa di prodotti americani tarocchi come “l’Asiago del Wisconsin”, il “Grana cheese”, il “Parmesan”, i falsi Amarone, Prosecco e Valpolicella, o le carni d’allevamento trattate con antibiotici promotori della crescita vietati in Europa ma ampiamente utilizzati negli allevamenti statunitensi”.

“Mentre nel nostro Paese e in Europa le denominazioni di origine, DOP e IGP, vengono tutelate da rigidi disciplinari che certificano la qualità e la filiera del prodotto, negli USA esse rappresentano “nomi comuni” utilizzabili senza alcun vincolo: addirittura gli imprenditori americani hanno fondato un Consorzio per la difesa dei nomi comuni (CCFN) che difende la commercializzazione di alimenti “Italian sounding” come l’Asiago del Wisconsin e il Parmesan – continua l’eurodeputata Bizzotto –. Ecco perché temiamo che il TTIP, se andrà in porto, diventerà un pericolosissimo “salvacondotto legalizzato” per la contraffazione alimentare, consentendo di fatto la libera circolazione del finto made in Italy in Europa. Un fenomeno, quello del falso Made in Italy, che già provoca al nostro Paese danni economici per circa 60 miliardi di euro all’anno”.

“Si pensi, ad esempio, al settore vitivinicolo: mentre in Italia la filiera si basa su rigidi controlli e sulla certificazione del prodotto, negli USA i viticoltori possono commercializzare liberamente bottiglie prodotte in loco con un’etichetta di denominazione tipica di vini italiani, magari fatti con acqua e trucioli di legno – spiega l’on. Bizzotto –. Di fronte a questi gravi fatti, l’ipotesi che una deregulation venga ora condivisa e recepita anche dall’UE attraverso il TTIP è a dir poco scandalosa, perché rappresenterebbe un pericolo letale per le numerose aziende italiane che garantiscono prodotti di certificata qualità e di piena tracciabilità”.

“Per tutti questi motivi chiedo alla Commissione UE – conclude l’eurodeputata Bizzotto – di mettere in atto tutte le misure necessarie per assicurare la tutela assoluta e senza deroghe delle denominazioni di origine europee che rischiano di essere svuotate del loro valore legale, economico e qualitativo, con devastanti conseguenze per tutto il comparto agroalimentare italiano e degli altri Stati membri”.

Proprio su questi problemi e criticità del TTIP, l’eurodeputata Bizzotto ha inoltre promosso una iniziativa parlamentare (“Oral Question”) che ha raccolto l’adesione di 52 europarlamentari di vari partiti e nazionalità: a firmare l’iniziativa della Bizzotto sono stati, tra gli altri, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini e tutti i deputati leghisti, la leader del Front National Marine Le Pen e tutti gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle.

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