Un Festival dell’Economia contro il sovranismo

Globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza: è stato questo il tema di un Festival dell’Economia che per molti aspetti si è contraddistinto per una continua critica nei confronti della Lega di Matteo Salvini e dei vari movimenti sovranità presenti in Europa e non solo. Un festival che indubbiamente non passerà inosservato, data la sua propensione a presentare eventi che non hanno garantito a pieno un confronto bipartisan e totalmente scientifico su dei temi complessi e attuali come quelli del sovranismo, in contrapposizione del globalismo.

Nei primi giorni della Giunta Fugatti ci si era interrogati in merito all’eventuale possibilità che tale evento avesse ancora luogo in Trentino. La questione era stata poi risolta con la decisione di svolgere la kermesse a Trento, almeno sicuramente per quest’anno.

Il Festival inoltre non ha cercato di rinnovarsi perché non è stato portatore di un confronto serio: l’attenzione del pubblico presente non è stata posta su elementi di dialogo costruttivo, ma si è incentrata su una critica ben mirata nei confronti del sovranismo. Basti pensare alla libreria in Piazza Duomo, in cui erano esposti libri concentrati a criticare il sovranismo, rendendo l’evento ben poco imparziale e di contenuto non certo scientifico così come doveva essere nelle intenzioni originarie.

L’invito che era stato rivolto a Salvini a partecipare al Festival dell’Economia si è così trasformato in un’occasione di protesta nei confronti della Lega, con Consiglieri provinciali d’opposizione che incitavano alla creazione di cartelloni contro il vicepremier il quale, forse conscio del fatto che fosse quasi impossibile instaurare una qualsiasi forma di dialogo in occasione dell’evento, ha deciso di non parteciparvi. Non sono mancate le occasioni per contestare Salvini: alcune frasi scritte su lenzuola alle finestre nei vari punti della città e poi anche un corteo venerdì 31, che non aveva senso di esistere, considerato anche il fatto che il vicepremier aveva deciso di non presenziare.

Se l’anima più movimentista della sinistra ha trovato modo di esprimere il proprio astio nei confronti di della Lega in questo modo, l’anima rossa più elitaria presente al Festival dell’Economia si è concentrata sul criticare i movimenti sovranisti presenti in Europa e nel mondo, addirittura focalizzandosi su temi anacronistici come quello della lotta partigiana.

Visto il tipo di organizzazione dell’evento, spetta alla Giunta la decisione di stabilire se tale Festival avrà ancora luogo a Trento con le stesse modalità che lo hanno contraddistinto quest’anno, fermo restando che i contenuti espressi in questa kermesse non sono stati comunque condivisi da quella maggioranza di elettori che continuano a votare Lega in una regione che sta perdendo la connotazione “rossa”.