La ripresa? Un bluff. Dunque occupiamoci della Francia

Una dote, al bugiardissimo, non manca: la fortuna. Davvero tanta e costante. Lui racconta le solite menzogne sulla ripresa italiana, arrivano le analisi di CENSIS e Banca d’Italia a smentirlo ma, in contemporanea, Marine Le Pen sbanca la Francia e si apre il Giubileo. Così nessuno si occupa di una ripresa annunciata e mancata. L’economista Berta e’ tranchant: questa non è una ripresa ma solo un rimbalzo e, come tutti i rimbalzi, perde velocità man mano che si risale. Non che uno zero virgola in più o in meno cambi radicalmente la situazione. Cambia, e non poco, sui conti pubblici, ma non sulla realtà di un Paese impaurito più da Boeri che dall’Isis. Un Paese che non investe perché la classe dirigente e’ paurosa e preferisce vendere tutto piuttosto di rischiare qualcosa. Un Paese dove i cittadini sono trattati come sudditi e, inevitabilmente, da sudditi si comportano. Schiavi impegnati ad arrabattarsi per arrivare alla fine del mese. Schiavi terrorizzati di fronte ad ogni stormir di fronde sul tema delle pensioni, sui risparmi, sul lavoro per i figli. Come si fa a pensare al rilancio, alla ripresa, quando non si ha un briciolo di certezza sul proprio futuro e su quello dei propri figli? Come si può sperare in una Italia ottimista ed allegra quando si annunciano lavori precari sino a 75 anni con stipendi da fame e pensioni anche più basse? E allora meglio guardare in casa d’altri, occuparsi dei francesi o dei turchi, dei venezuelani o dei russi. Basta non parlare della situazione italiana. Gli scandali? In Vaticano, mica nelle banche salvate dal governo per fare un piacere al padre della vera padrona del bugiardissimo. D’altronde alla Scala ha dovuto portare la moglie, qualche piacere alla sua vera padrona doveva ben farlo. E pazienza per i risparmiatori italiani. Lo chiede l’Europa di massacrarli per salvare le banche. Colpa loro, dei risparmiatori, se hanno investito in banche senza informarsi sui nomi dei vertici dei vari istituti.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 352 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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