ALFANO ALLA SCOPERTA DEL QUID?

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Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha inviato in queste ore una circolare ai prefetti, con l’ordine di invitare i Sindaci a cancellare le trascrizioni delle nozze gay contratte all’estero. La decisione ha portato alla rivolta di molti Primi cittadini che avevano già effettuato delle trascrizioni e vi è la volontà da parte loro di disobbedire. Tutti contro il Ministro che sembra esser ritornato conscio del suo ruolo di politico centrista e quindi a difesa di valori quali la famiglia composta solo da uomo e donna.

La scoperta del “Quid” da parte di Alfano? Non tanto dato che l’atto era dovuto, a dirlo è candidamente lui stesso.  “Ho visto troppe polemiche ideologiche su una mia decisione che invece riguarda solo il rispetto della legge, io ho inteso solo far rispettare la legge. E la legge italiana non prevede che due persone dello stesso sesso possano sposarsi“. E’ quanto ha affermato Alfano ai microfoni delle edizioni serali di Tg1, Tg2 e Tg5.

Quindi, nella sua veste di Ministro dell’Interno, riteneva di fare dietrofront ed  indirizzare i prefetti ad un cambiamento di comportamento .

Per quanto riguarda invece il famoso “Quid” , termine coniato appositamente da Berlusconi,  del Presidente del Nuovo Centrodestra non si può far a meno di notare che è varie volte mancato. Basti pensare al “caso Shalabayeva”. Nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2013, questa subì, assieme alla figlia, l’irruzione di cinquanta poliziotti  che speravano di trovare Mukhtar Ablyazov, marito della donna e destinatario di un mandato di cattura internazionale. Portata in questura, venne rilevata la falsità del passaporto, ciò portò all’espulsione dall’Italia della donna nonostante fosse protetta dall’asilo politico britannico.

Il 5 luglio il tribunale di Roma stabilì però che il passaporto della Shalabayeva era autentico. La decisione portò al ritiro del decreto di espulsione da parte del Governo italiano: peccato che la donna era già stata rimpatriata in Kazakistan nonostante avesse richiesto asilo politico. Responsabilità del Ministro che però è rimasto saldamente al timone del dicastero e ha dato il via, pochi mesi dopo, all’operazione Mare Nostrum, caratterizzata da un ampio proliferare di rifugiati e di asili politici.

La rivoluzione francese ha lasciato come forte impronta quella del principio di uguaglianza: perché non è stato applicato? I malpensanti potrebbero pensare che tale principio dovrebbe essere applicato anche nei confronti degli omosessuali che intendono contrarre matrimonio, vero è che manca una legislazione nazionale in merito che consenta la stipula di tale negozio giuridico. È la legge, anche nel caso di mancanza del Quid, deve essere sempre applicata.

Infine è necessario anche ricordare che la Costituzione non vieta il matrimonio tra persone dello stesso sesso, è il Codice Civile che lo proibisce usando in vari articoli parole quali“marito” e “moglie”. La nostra carta fondamentale prevede all’articolo 75 l’uso del Referendum abrogrativo, uno strumento già usato per varie battaglie civili quali il divorzio e l’aborto. Perché allora evitare lo strumento più immediato e semplice? In attesa di avere una soluzione alla domanda, si saprà se effettivamente Angelino Alfano ha trovato il “Quid”.

Michele Soliani

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