BOMBE CARTA: LA MALEDUCAZIONE ULTRAS CONTRO I DEFUNTI DELLE FOIBE

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In occasione della Commemorazione dei Defunti Vittime delle Foibe, tenutasi questa sera a Trento, presso il monumento omonimo, in Piazza Venezia (Largo Pigarelli), una mandria di giovani aderenti al gruppo anarchico che gravita sul Centro Sociale Bruno si è lanciata una contestazione con bombe carta, tanto da rendere necessarie le cariche delle Forze dell’Ordine.

La vergogna corre sul web, alla notizia che durante una commemorazione civile alle Vittime della Guerra infoibate in zona dalmata/istriana, connazionali vittime dei titini, siano stati necessari: un cordone di Militari per evitare che i giovani del Centro Sociale potessero entrare in contatto con i giovani di Casa Pound, una protezione per gli intervenuti, con bandiere e striscione presso il monumento, afferenti a Fratelli d’Italia potessero essere colpiti da rudimentali esplosivi degni del più misero degli stati italiani.

Una grave dimostrazione di inciviltà che passa sotto gli occhi indifferenti del trentino medio, che dopo le ore 18.30, nel mese di febbraio, periodo (il 10) in cui cade la commemorazione, si trova in genere già rinchiuso dietro le tapparelle o nella migliore delle ipotesi in orario di aperitivo. La situazione è smobilitata dopo le 20.00. Il corteo antifascista ha percorso ancora le vie della città fino alle 21.00 ivi si è sciolto.

Questa serata finita così tragicamente è solo uno degli ultimi episodi di grave intolleranza e maleducazione politica, mobbing sociale, denunciati a vario titolo. che a Trento i giovani studenti interessati alla politica sulla carta, ma distanti dai tradizionali partiti come Partito Democratico, Lista Civica o Centro Sociale, si trovano a combattere.

Vittime di isolamento nella scuola, ma anche vittime di vere e proprie aggressioni verbali e anche fisiche, in strada o durante ogni episodio di incontro, specialmente se di tipo politico, tanto che ormai per le Forze dell’Ordine intervenire anche preventivo il contatto di chiamata è diventato d’obbligo, causa l’alto rischio terroristico. Una vera e propria guerra intestina che i giovani stessi, di Casa Pound, in particolar modo, ma anche legati al Centro Destra, dalla Lega Nord a Forza Italia, stanno denunciando da tempo.

E’ ormai evidente che i nuovi giovani che si autodichiarano anarchici, tali non sono, il nuovo direttivo del Centro Bruno ha pericolosamente preso la virata dello pseudo terrorismo di avanguardia, molto di moda in Italia in questo periodo, emulando gli amici e colleghi della Lombardia, dell’Emilia Romagna e del Sud Italia. Ebbene sì, emulando, poiché a Trento di tali problemi dei colleghi anarchici, neanche l’ombra, in comune, solo la TAV!

E’ chiaro che questi giovani hanno tra loro una forma organizzativa che va oltre il raduno politico presso il Centro Sociale Bruno, viste le continue ingerenze nelle attività di volontariato delle altre associazioni giovanili, prima fra tutte Casa Pound, ma a seguire anche i giovani della Lega Nord. Pensare che dietro a questa estrosa manifestazione di orgoglio antifascista e partigiano possa nascondersi il consiglio di qualche gruppo partigiano davvero, ad esempio le associazioni presenti in convivenza presso il Centro Sociale Bruno (Ora Veglia) farebbe preoccupare maggiormente.

Riportiamo una parte del comunicato alla stampa, da brivido, che ha definito pretestuosa la Commemorazione delle foibe, solennità Nazionale, e che ha posto come punto di arrivo la censura totale dei giovani di Casa Pound, nella migliore logica democratica/partecipativa/partigiana?!? che è arrivato alle redazioni: “Questa sera la Trento antifascista è scesa in piazza per ribadire la sua ferma opposizione ai neofascisti di Casa Pound e alla loro pretestuosa commemorazione delle foibe, occasione per avere visibilità in città e tentare di legittimare la loro presenza. La città ha risposto in maniera decisa: c’erano infatti due presidi che hanno isolato lo sparuto gruppo di neofascisti (la maggior parte dei quali provenienti da fuori città), impedendo così che potessero organizzarsi in un corteo per le vie cittadine. Noi, come Rete contro i fascismi, abbiamo manifestato in un centinaio, all’angolo tra il Tribunale e piazza Fiera, per togliere ogni tipo di agibilità politica e pubblica a Casa Pound, che è e deve rimanere un corpo estraneo per una città come Trento, medaglia d’oro della Resistenza al nazifascismo. Gli unici ad aver dato appoggio politico a questi personaggi, quantomeno oggi, sono stati i fascisti incravattati di Fratelli d’Italia.”

Queste non possono essere parole di giovani di vent’anni, e se sono parole di giovani di vent’anni tali giovani non sono tollerabili come punto di riferimento associativo a Trento. Forse altrove, ma in una città pluralista no.

Ma il fatto davvero più grave, anzi gravissimo, è che la rete antifascista di Trento, di cui i nomi non sono specificati in alcun verso, autoreferenziale per la sola città, un organo senza una funzione provinciale o amministrativa, ha ostruito il passaggio alla manifestazione di ogni eventuale interessato, poiché presumibilmente fascista, della intera Regione Trentino Alto Adige. A che titolo? Ben han fatto le Forze dell’Ordine a consentire l’accesso. Quel monumento è unico per tutta la provincia di Trento, motivo per cui non è pensabile che il Centro Sociale della città capoluogo, frequentato più da personaggi loschi fuori regione che da reali anarchici locali, possa impedire a eventuali commemoranti di tutta la Regione, di prendere parte a una pubblica manifestazione di Stato!

Il Centro Sociale non è il garante di nulla, non è stato incaricato di svolgere alcuna indagine per conto della Polizia o del Garante per i Diritti Internazionali e la Libertà Politica, non ha incarico formale da parte di alcun Tribunale per porre il veto alle manifestazioni in città, e per quanto possa essere nobile lo scopo, non spetta al Centro Sociale Bruno stabilire la legalità del movimento politico della destra trentina, compito semmai della Magistratura e degli incaricati, addetti e copiosi.

Del resto in città sono aumentate anche le scritte a tavolare sui muri delle abitazioni private: No agli sfratti, No TAV, No TAV liberi, e così via .. una serie di eventi cioè che non riguardano affatto la popolazione trentina, o almeno non direttamente. Il Centro Bruno un luogo di smistamento e di incontro terroristico? Trento non ha mai vissuto in questo modo la diatriba politica destra/sinistra, è bene che se vi sono infiltrati da fuori regione, interessati ad alterare gli animi, siano allontanati e trovati al più presto, onde evitare la nascita di problemi inesistenti di convivenza sociale locale.

Non è pensabile che in una città moderna e democratica come Trento, laddove i giovani si conoscono più o meno tutti per nome e cognome, persistano tali momenti di scontro opportunistico, costruiti su presunzioni di colpa e di innocenza, che servono esclusivamente alla manipolazione politica degli eventi, tra cui una Commemorazione dei Defunti, un episodio che ha grandemente indignato ogni presente e ogni testimone oculare.

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