Che noia la polemica sul Charlie Hebdo

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Trovo inutile parlare sulle vignette pubblicate da Charlie Hebdo e su tutte le polemiche scoppiate in Italia in merito. Parliamo di una rivista da sempre nota per le sue visioni della società particolari, della sua lotta feroce contro ogni religione, del suo astio nei confronti di destra e sinistra. A livello religioso, oltre alle vignette su Maometto, basta ricordare quelle che vedono coinvolta la Chiesa Cattolica. Preti con bambini, che si baciano o che compiono oscenità sono all’ordine del giorno della rivista francese. A differenza dei musulmani, indignati da sempre con la redazione di Charlie Hebdo, noi abbiamo sempre accettato tutto seguendo il principio del “porgi l’altra guancia” che altro non è che la base del pensiero buonista. Il risultato è il rimanere inerti in attesa del crollo della nostra società.

Secoli fa la nostra religione li riteneva eretici o la società pazzi, oggi sono per noi spesso degli eroi. Charlie Hebdo è famoso per scherzare molto spesso con il fuoco; può non piacere come si comportano, ma resta satira.  Però inviterei gli amici che oggi, anche comprensibilmente, stramaledicono quel giornale e compiono dei distinguo sulla libertà d’espressione, tra il rispetto per la satira e quello che, a loro giudizio, è un oltraggio ai nostri morti, a rileggere la prima pagina di Charlie pubblicata appena una settimana dopo la strage nella sede del giornale. Hanno avuto il coraggio e la sfrontatezza di ripubblicare una vignetta su Maometto che diceva però, nei panni di un Profeta davvero universale, “Tout est pardonne”, tutto è perdonato. Del resto non possiamo stupirci a cosa ci troviamo effettivamente di fronte; Charlie Hebdo è innanzitutto un giornale satirico che offende pesantemente tutti. Ieri una persona mi ha domandato dopo aver visto la vignetta: “Sino a dove si può spingere la satira?”. Probabilmente sino al grilletto di un mitra che uccide quasi tutti i vignettisti, del resto è il concetto di Rischio d’impresa. Se si vogliono affrontare dei rischi, chiunque deve sapere che si devono assumere sulle proprie spalle i vantaggi così come gli svantaggi.

Un’ultima considerazione sulla vignetta: qualcuno veramente credeva che i francesi,famosi per odiarci a morte, non trovassero un modo per insultarci alla prima occasione utile?