Cresciamo per diventare almeno feti

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Il tempo oggi scorre molto rapido e nei cervelli riprogrammati la concentrazione non dura. Ci si eccita oltre misura per cose che accadono fuori dalla nostra portata e si prendono posizioni accese, definitive, fanatiche, su situazioni che si conoscono appena, avendo scorso in diagonale sottotitoli di articoli che riguardano vicende e conflitti che non si conoscono sul serio. Si odia e si tripudia, spesso a torto, virtualmente, artificialmente. Poi passano due giorni e si dimentica tutto. Così l’entrata russa sullo scenario siriano, l’apertura del summit mondiale sull’ambiente, l’avvio della crociata mondiale intorno all’ologramma Isis, la tensione russo-turca e la vittoria al primo turno delle Regionali ad opera del Front National, sono già fatti di ieri, accantonati, sui quali saremo pronti a ritornare al prossimo turno elettorale, al prossimo aereo abbattuto, al prossimo proclama, alla prossima decapitazione. In fondo è spettacolo e basta. Uno spettacolo di cui siamo spettatori, tifosi e lamentosi consumatori.
Invece è cambiato tutto Non mi soffermo qui sulla sezione mediorientale della nuova Yalta e sui suoi equilibri, alla fin fine importa poco che si capiscano. Quel che conta davvero è che la strategia del Cfr ha portato i suoi frutti e che lo stesso si può dire delle azioni di Soros. Rispetto a qualche mese fa tutto è mutato. In primo luogo la Germania è stata accerchiata e quasi annientata e di conseguenza minori saranno le resistenze di fatto sul trattato transatlantico, sullo spaziale e pure sulle tensioni a est. Poi la Francia è stata portata a fungere da piattaforma americana mentre Londra sarà la nostra speculatrice indisturbata. Intanto c’inondano di masse dall’Africa e dall’Asia e si sta alimentando la miscela esplosiva del terrorismo jihadista nei nostri quartieri. Immagino che molti dei nostri allocchi godano di questa sconfitta tedesca. Giove toglie sempre il senno a quelli che vuol perdere. Ad avercelo il senno…
Non possiamo fare più affidamento sull’unico elemento solido Questo significa che non possiamo più contare, quantomeno nell’immediato, sulla presenza di uno Stato diverso dagli altri per caratteristiche specifiche – di potenza non di spiritualità – che diventi il polo rigeneratore di un vero e proprio imperialismo europeo da andare noi a pressare con il coltello tra i denti per trasformarlo in qualcosa di vincente. No, siamo davanti – proprio a causa della sconfitta tedesca e, come concausa, della crescita dei nazionalpopulismi arruffati – all’edificarsi di un’altra Europa, esclusivamente nel nome di Kalergy e di Morgenthau a cui bisogna pur opporre qualcosa. Questo qualcosa non potrà essere il sovranismo classico perché è stato travolto dall’era satellitare e neppure l’accettazione acritica del sistema una volta dentro con l’accompagno di qualche parola che permette di indorare la pillola, tipo “valori”. Syriza e Alleanza Nazionale hanno ampiamente dimostrato dove porti quest’atteggiamento.
Una classe dirigente per lo scontro Tutto è dunque cambiato in modo radicale nel giro di pochi mesi e se si vuole che questo non ci distrugga letteralmente bisogna far di veleno pozione. Lascio a quelli che vivono delle gesta altrui, dei successi degli altri e delle sbornie elettorali o bombardiere sperare che le cose da noi cambino con Putin o con Marine Le Pen e, facendosi scudo di essi, auspicare di essere premiati malgrado la propria nullità politica ed esistenziale da amebe. Quello che mi preme, ora più che mai, è cogliere quest’attimo di squilibrio generale, quest’attimo in cui le opposizioni arruffate rischiano – non in Italia dove già sono state messe alla prova e hanno fallito, ma quasi ovunque in Europa – di assumere un ruolo istituzionale. Saranno spaccate tra la fedeltà a dogmi retrivi e mal riposti e la flessibilità disinvolta verso il pragmatismo. Ciò accadrà durante il crescendo immigratorio e jihadista. Bisognerà per allora aver già creato prospettive diverse, concrete ma radicali, reazionarie ma rivoluzionarie, per non mancare l’appuntamento con la sfida che tutti avranno con se stessi prima che con il resto del mondo. Bisognerà fornire programmi, organizzazioni sociali, specie tra i produttori, poteri economici e di rete perché in Europa si vada al confronto e al conflitto in modo serio e concreto e non con la solita cialtronaggine delle destre. Una classe dirigente nazionalrivoluzinaria in Europa. Questo serve. Serviva già ieri, anzi poche settimane fa, quando la Germania capitalista stava comunque lastricando una strada di potenza. Serve ancor più oggi che quella potenza sembra essere stata neutralizzata dai nostri comuni nemici. Sembra. Nell’attesa di verificarlo cresciamo intanto noi, non dico per diventare uomini, che è troppo pretendere, ma almeno spermatozoi.

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