E’ ormai ufficiale: la sinistra radicale ha ormai abbandonato l’autoerotismo per passare all’autorazzismo. Basta trattare di questioni di emancipazione e di amore libero perché in quell’area politica ormai regna un bigottismo che di certo alla Destra, ad esclusione di qualche cristianuccio presente al suo interno, non apparterrà mai. Gabriele D’Annunzio, che certamente non era un personaggio di sinistra, era maestro di vita e di erotismo in tal senso. La sinistra radicale prova ora come nuovo piacere erotico l’autorazzismo: cercare di far scatenare situazioni di razzismo al solo piacere di dare agli altri dei razzisti. Un esempio è stato il caso delle “Signorine per i profughi”, ovvero la richiesta da parte di volontari nelle cooperative di ragazze pronte a prestarsi alle risorse, che nei fatti è stato un esperimento, se non un atto di autoerotismo, volto allo scopo di vedere le reazioni delle persone.

Altro caso di questi giorni è l’abbattimento delle statue confederate negli Stati Uniti. Non si capisce il senso di scatenare proteste per delle  statue che tranquillamente sarebbero ignorate da quasi tutti. Certamente vi è stato il disturbato mentale che ha fatto la strage, ma  alla fine il suo atto non ha fatto altro che incentivare il piacere autorazzista della sinistra radicale, che ha trovato così la scusa nel provar piacere a dare del razzista a tutti coloro che non la pensano come loro. Se poi andiamo nel merito, quei monumenti sono stati costruiti dai vincitori, e non dai vinti, allo scopo di riappacificare un paese diviso da autonomisti e centralisti.

L’ultimo caso ha riguardato la città di Verona e l’ennesimo caso di autorazzismo che ha visto coinvolta una ragazzina che non ha potuto partecipare a un concorso perché straniera e di colore. Una storia tipicamente razzista anche se nei fatti finta perché quell’evento a Verona non è in programma come affermato dal Consigliere comunale Ciro Maschio, che ha una maggiore conoscenza delle vicende veronesi rispetto a Facebook. Ricorda vagamente la vicenda di “Bello e figo a Trento”, ovvero quando qualche burlone in cerca di piacere autorazzista si era inventato la storia che il noto rapper sarebbe venuto in Trentino per un concerto: valanga di insulti contro gli organizzatori, ma l’evento era immaginario. Un bello scherzo alle spalle della stampa e l’ennesima riprova che la sinistra radicale è passata dall’autoerotismo all’autorazzismo.

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