DEGRADO NON E’ SOLO POVERTA’, MA ANCHE PERDITA DELLA DIGNITA’

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Viviamo a Trento, in una Trento che si considera all’altezza del III Millennio. partiamo tutti da situazioni e condizioni diverse, non solo economiche ma specialmente sociali e culturali.

Siamo però accomunati dall’educazione: quel percorso che inizia con la Scuola Materna e che ci porta alla Scuola Superiore, seppure per formalità ne hanno cambiato le diciture, una scuola che serve per la persona e il suo avvenire, quando il minimo educativo è stato comunemente impartito, senza esclusione di alcuno.

Invece pare che qualcosa vada storto, in questa cultura, ma forse anche in questa scuola e, perché no, anche in queste famiglie.

Va male qualcosa quando ci si trova con ragazzi in età di professione che hanno comportamenti da carcerato, va male qualcosa quando la notte universitari e adulti si sfidano a chi è più molesto e meno maturo, ma va malissimo qualcosa, quando la riservatezza del privato e il dolore della malattia, si riflettono in “resti” che sono lasciati così, alla mercé di tutti, come denuncia di un “cancro” ma più probabilmente per menefreghismo e assenza di stima di sé.

Accade quindi che la “gente comune” quella che legge i giornali ma che a volte la notizia la scova da sé, trovi per strada, in un parcheggio peraltro frequentatissimo, quello della Ferrovia Trento – Malé, dei rigurgiti di disagio e dramma, decidendo di farne eco al Comune, per voce in questo caso del Consigliere Claudio Cia, forse il più attento a questi segnali urbani.

TRENTO MALEEcco allora che due siringhe, un assorbente usato e un preservativo consumato non siano solo il segno del passaggio di due tossicodipendenti, di una donna con la mestruazione e di una coppia di persone che hanno fatto del sesso, ma più che altro il segno di uno spazio, condiviso da qualcuno, che evidentemente condivide l’esclusione sociale e la mancanza di stima di sé, che lo usa come rifugio da una situazione che non va, che non include ma esclude, che non sa gestire il dolore e l’emarginazione. Una denuncia di malessere così grande, non poteva passare inosservata, gentile signor Sindaco Alessandro Andreatta.

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