Doddore Meloni: anche l’Italia ha il suo Bobby Sands

Il nome di Doddore Meloni dirà poco alla maggior parte degli italiani. Eppure è una sorta di Bobby Sands italiano, anzi sardo. Un indipendentista che non voleva la libertà per l’Irlanda del Nord ma per la sua isola, per la sua piccola patria. Doddore, in galera, ha scelto di seguire la strada di Sands e ha iniziato uno sciopero della fame che lo ha portato alla morte. Nella totale indifferenza dei media italiani. Nessuno ha seguito il suo calvario, a differenza di quanto era avvenuto per il patriota Nord irlandese. Nessuno si è preoccupato per le sue condizioni di salute. Una sorta di censura di una notizia scomoda. E non ha alcuna importanza se si è d’accordo o meno con le posizioni di Doddore Meloni. Non ha neppure importanza che la sua fosse una battaglia senza seguito reale. Era la lotta, disarmata, di un uomo contro uno Stato che non fa nulla per la sua terra. Uno Stato che lo aveva spedito in carcere, nonostante l’età avanzata, per motivi fiscali. Uno Stato vendicativo che non difende i sudditi dal l’invasione e dalle violenze degli invasori, ma che non tollera il benché minimo grido di libertà. Uno Stato che prevede interventi per il sostegno ed il reinserimento dei detenuti che hanno assassinato qualcuno, ma che si accanisce contro un anziano che sognava la libertà per la sua terra. Ma se lo Stato, in fondo, si difende con questi atteggiamenti e questi soprusi, ancora più squallido ed inaccettabile è il comportamento dei media. Sempre pronti a raccontare le nuove storie d’amore e di corna di qualche stellina in disarmo, sempre attenti al menù proposto alle grandi risorse ospitate negli hotel pluristellati della Sardegna. Ma così distratti di fronte allo sciopero della fame ed alla morte di un uomo che lottava per la libertà.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".