Dopo-Marino: Meloni o Di Battista? I possibili scenari

Si sta discutendo negli ultimi giorni sul possibile successore di Ignazio Marino a Sindaco di Roma. Fra i possibili papabili emergono figure quali  Marchini, Orfini, Di Battista e la Meloni. Le ultime due figure sono quelle più interessanti per i futuri scenari politici nazionali. Particolare è la situazione del M5S che è stato tra i protagonisti della fine politica di Ignazio Marino portando alla luce lo scandalo delle spese di rappresentanza. Aveva stupito il sondaggio di Termometro Politico che aveva dato il Movimento 5 Stelle in testa, al 29%, nelle intenzioni di voto dei romani. Anche con una forbice di approssimazione del 3% il suo primo posto sarebbe assicurato, visto che il PD, secondo questo sondaggio, si aggirerebbe intorno al 25%.

Sarebbero quindi proprio i pentastellati a ottenere una possibile vittoria netta, o almeno al secondo turno, al Comune di Roma. Si discute anche di una possibile candidatura di Alessandro Di Battista come candidato Sindaco della Città Eterna. Questa risulterebbe particolarmente comoda all’interno dello stesso movimento: si aprirebbero le porte per la candidatura a Premier di Luigi di Maio nel 2018 e personaggi quali Roberto Fico potrebbero ottenere un maggior spazio all’interno del partito.

Di Battista diventerebbe Sindaco di una città ingestibile, con il rischio di perdere l’immagine politica che sino a oggi è riuscito a costruire con duro lavoro e militanza. Lo stesso, ben conscio di ciò, ha varie volte negato la sua disponibilità ad un’eventuale candidatura. Inoltre, il M5S vieta la possibilità di ricoprire un incarico prima della scadenza di un altro incarico, ma è altresì vero che una soluzione politica è facilmente trovabile. Solo lui, alla fine, dovrà ben pesare le conseguenze di una possibile sua candidatura.

Situazione diversa riguarda il centrodestra che vorrebbe presentare la romana Giorgia Meloni. La proposta vede come protagonisti i vertici di Forza Italia e della Lega Nord che sono ben interessati a liberarsi di una scomoda figura. In caso di una sua possibile vittoria sarà difficile per lei gestire Fratelli d’Italia a livello nazionale, una situazione a favore della Lega Nord che a fronte di una possibile crisi di leadership all’interno dei meloniani potrebbe tranquillamente imporsi a Destra. Fratelli d’Italia del resto è un partito che vede come leader indiscussa la giovane Onorevole e solamente dopo il Congresso capeggiato da La Russa si potrebbe intravedere un possibile sostituto nella figura di Carlo Fidanza o di Giovanni Donzelli.

Un’eventuale sconfitta di Giorgia Meloni causerebbe ulteriori evoluzioni sullo scacchiere politico nazionale del centrodestra. Se dovessero essere confermati gli ultimi sondaggi, la Lega Nord otterrebbe un numero di voti  maggiori a quelle di Fratelli d’Italia. Una beffa dato che quest’ultimi sono ben radicati nella Capitale a differenza degli esponenti del Carroccio che sono giunti sotto il cupolone solamente nel 2014. Non sono sondaggi comunque fantasiosi, la struttura capitolina della Lega Nord sembra funzionare mediaticamente a pieno regime anche grazie all’aiuto di Sovranità. Nella complicata partita può esserci anche una candidatura di un esponente del Carroccio a Sindaco della Città Eterna. Sarebbe per loro un ottimo modo per mostrare la loro forza politica con una vittoria strategica nella città definita da loro come “ladrona”. Quella stagione è ormai passata e la Lega è pronta a imporsi come forza politica nazionale. Come per il M5S, anche per il centrodestra resta il problema della quasi impossibilità ad amministrare un Comune quale è quello di Roma. Per questi ma sopratutto per il M5S vale comunque una massima: è facile criticare stando all’opposizione.

Michele Soliani

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