Firenze: due “soggetti” hanno sputtanato un’istituzione secolare

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Sconvolge la recente notizia dello stupro che ha coinvolto due carabinieri di Firenze. Ormai è stato confermato e si può parlare di vera e propria violenza, soprattutto dopo l’ammissione di uno dei due “carabinieri” che ieri, da vero macho, si è vantato della trombata con l’americana ubriaca, capricciosa e drogata. “Abbiamo trombato ed era consenziente”, ha detto, ed è mancato solo che dicesse…l’ho fatta godere come una pazza.

Lo stupro di Firenze è un buco nero, senza nomi, senza filmati, senza testimoni, senza nessuno che abbia visto o udito i fatti. In questa storia ci sono quattro protagonisti: due ragazze con problemi di alcol e di droga, che vagano per la città di Firenze senza tanti problemi e con i portafogli gonfi, e due “carabinieri” che sputtanano in una nottata la loro divisa, simbolo di sicurezza e serietà.

Non entriamo nel merito e in ipotesi di complotto, perchè è inutile giustificare il comportamento poco professionale del carabiniere che ha confessato. Era in servizio, non sul set di un film porno.

Ecco perché il comandante generale Tullio Del Sette ha già concordato la linea con la ministra della Difesa Roberta Pinotti: dopo la sospensione decisa ieri, sembra scontato che entrambi i militari indagati per aver stuprato due studentesse statunitensi a Firenze, saranno congedati. Cacciati perché “non si può consentire che chi indossa la divisa approfitti di una ragazza”. Il caso sarà chiuso in questo modo anche se l’indagine dimostrasse che non c’è stata violenza. Il colonnello Roberto Riccardi, responsabile della comunicazione del comando generale lo dice in maniera esplicita: “Non faremo sconti, non esiste un rapporto consenziente in una simile situazione. I due militari erano in turno e dunque non avrebbero dovuto fare nulla di quanto invece è accaduto. Soltanto in casi eccezionali un cittadino può salire sulla macchina di servizio e sempre per essere soccorso. Appare evidente che le intenzioni fossero altre e per questo pagheranno”.

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