FLAVIO TOSI, MATTEO SALVINI E IL FUTURO DEL CENTRODESTRA

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Flavio Tosi è stato espulso dalla Lega Nord nella serata di ieri. Il tutto era iniziato con una intervista da parte di Lilli Gruber al Sindaco di Verona, un estremo pubblico tentativo volto a trovare una soluzione di fronte ai crescenti scontri con la dirigenza federale del Carroccio. Nel corso dell’intervista aveva anche ventilato la possibilità di trovare un accordo in merito alle liste per le prossime elezioni regionali in Veneto, uno dei punti di maggior contrasto tra lui e Matteo Salvini.

La risposta alle proposte di Flavio Tosi è giunta dopo neanche novanta minuti dal profilo Facebook del leader della Lega Nord. “Ho provato mediazioni di ogni tipo, ma purtroppo, ricevendo solo dei no, sono costretto a prendere atto delle decisioni di Tosi e quindi della sua decadenza da militante e da segretario della Liga Veneta – Lega Nord”, è quanto affermato da Matteo Salvini, che poi ha accusato il Sindaco di Verona di essere un prezioso aiutante della Sinistra.

Flavio Tosi non è comunque rimasto in silenzio, e poco dopo ha infatti diramato una nota in cui ha detto: “Salvini mente sapendo di mentire. Mai avrei pensato di vedere in Lega il peggio della peggior politica. Un Caino che si traveste da Abele. Resta e resterà la stima, l’amicizia, l’affetto per tutti i ‪veri‬ ‪ leghisti‬”. Finisce così l’esperienza politica di Tosi nella Lega Nord. Sono molti i protagonisti di questa vicenda e quanto successo in queste ultime settimane è conseguenza di una serie di fattori che hanno ben più profonde radici.

Flavio Tosi: l’aspirante Matteo Renzi del centrodestra
10570482_351155691706175_249147434619636641_nFlavio Tosi è il Sindaco di Verona dal 2007 e non ha mai nascosto le sue ambizioni divergenti da quelle del Carroccio. Venne proposto alla carica dal mondo di Alleanza Nazionale, Partito che godeva di ampi consensi nella città scaligera, e non direttamente dalla Lega Nord.  La sua linea politica da Sindaco di Verona è stata subito improntata a combattere l’insicurezza, i campi nomadi e i centri sociali di Sinistra.
Il consenso che iniziava a ruotare intorno alla sua figura portò, a partire dal 2010, a intraprendere un percorso politico volto a creare un nuovo centrodestra. Dalla città scaligera si sono creati numerosi laboratori politici, coperti da associazioni culturali, che prevedevano la creazione di liste civiche come base portante dei moderati. Nel 2013, agli albori della crisi del centrodestra, si iniziò a parlare seriamente di una sua candidatura a livello nazionale in contrapposizione alla carismatica figura di Matteo Renzi.
Concordi su questa linea erano in molti, anche esponenti del Carroccio, quali Roberto Maroni, che conosceva i limiti della Lega Nord a livello nazionale. Se Salvini aveva il compito di ricostruire e rilanciare il carroccio, Tosi aveva come fine quello di creare una formazione politica che ripercorreva il percorso che era già stato intrapreso vent’anni prima da Forza Italia. Non si parla di un partito-azienda quanto piuttosto un partito-contenitore che avesse lo scopo di riunire le diverse anime moderate.

Matteo Salvini: il leader della provvidenza
Matteo Salvini è dal novembre del 2013 il leader della Lega Nord. Personaggio pragmatico e ottimo oratore, il nuovo Segretario Federale del Carroccio aveva come scopo quello di rilanciare gli ideali secessionisti di un Partito dilaniato dagli scandali del 2012. Nell’aprile del 2014, per esempio, l’europarlamentare aveva guidato una forte protesta volta all’indipendenza del Veneto. Bandiera veneta e fazzoletto al collo, ricordava la figura di Umberto Bossi del 1994. Il primo risultato utile ottenuto fu il 6,15% ottenuto alle elezioni europee, un numero di voti che aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai vertici di Via Bellerio a Milano che temevano di scomparire dai salotti della politica europea.13826660614_f2865af5ba_oL’ottimo risultato della Lega Nord alle elezioni europee e la sensibile flessione nei consensi di Forza Italia portò i vertici del Carroccio a nuove sfide. L’appuntamento elettorale in Emilia-Romagna nell’autunno 2014 fu un primo esperimento per confermare quell’aumento di consensi che venne ottenuto grazie all’implosione del Partito fondato da Silvio Berlusconi. Salvini riuscì, con una campagna elettorale martellante, ad imporsi come forza trainante dell’intero centrodestra. Nacque allora “Noi con Salvini”, un progetto politico che ha come evidente scopo quello di esportare il nome del leader del Carroccio anche nel centro e nel sud Italia. La nuova formazione partitica fu il primo punto di rottura tra Flavio Tosi e Matteo Salvini.

“Noi con Salvini” contro “Ricostruiamo il Paese”
Flavio Tosi è dal 2013 impegnato con la creazione, lungo tutto il territorio nazionale, dei “Fari”, ovvero circoli culturali e politici che dovevano costituire l’ossatura della sua nuova formazione politica. Un progetto fondato su una struttura ben diversa da quella che ha attuato Salvini nel centro e nel sud Italia. Un esempio è costituito dal nome: Noi con Salvini ha come scopo quello di enfatizzare la figura del leader leghista, Ricostruiamo il Paese si presenta invece come un contenitore di persone e di idee che vede al vertice Flavio Tosi. In un’epoca caratterizzata dalla frenesia politica e dagli “Uomini della provvidenza”, le due formazioni prevedono due modalità di azioni diverse.

CasaPound e le sue implicazioni con la Lega Nord
CasaPound parrebbe a una prima lettura un fattore esterno a questa vicenda, eppure ha giocato un ruolo fondamentale. Da anni il movimento fondato da Gianluca Iannone segue con interesse le vicende della Lega Nord.11043101_1422731561359117_3620490164923749577_n Flavio Tosi fu il loro primo punto di riferimento e lo dimostrò nel momento in cui candidò esponenti di CasaPound nelle sue liste civiche nel 2012. Il Sindaco di Verona voleva presentare queste persone all’interno di un contenitore civico: in tal modo poteva ottenere voti dalla Destra, ma anche i voti del Centro. L’approccio voluto da Salvini è stato diverso: non ha scelto la strada dell’assorbimento, tanto amato da Tosi, quanto piuttosto la strada dell’alleanza. Un percorso difficile e complesso dato che non porta consensi da parte del mondo moderato e rende scontenti molti sostenitori di CasaPound. La scelta operata da Salvini è discostante anche rispetto alle mosse politiche di Borghezio, il quale ha opportunamente invitato Di Stefano a creare una nuova formazione politica chiamata Sovranità.

Salvini, Tosi e il Nuovo Centro Destra

La crisi sembra nata quando poche settimane fa Flavio Tosi, allora leader della Liga Veneta, aveva espresso la sua intenzione di allearsi in Veneto con il Nuovo Centrodestra. Una decisione non condivisa da parte dei vertici del Carroccio che hanno varie volte ribadito la loro contrarietà ad eventuali alleanze con il Partito di Angelino Alfano. Tosi ha giustificato la sua volontà di correre assieme al Nuovo Centrodestra affermando che l’elettorato veneto è di matrice democristiana, cercando e mantenendo consensi all’interno del mondo moderato. Scelta discutibile agli occhi di molti leghisti, ma al contempo pratica. La Lega Nord in Lombardia governa assieme agli uomini di Alfano e quindi non si capiscono certe critiche.

Michele Soliani

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