A corredo di questo articolo, un’immagine, una foto, che suscita molte riflessioni. Si vede il nostro Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, correre (non si sa se scortato, allenato o entrambe) sul lungomare di L’Avana, dal momento che il Premier si trova tra i “companeros” cubani in visita allo Stato caraibico.

Lo dico da persona che ama correre in riva al mare: è uno dei modi di fare allenamento più emozionanti che esista, e immagino che la cornice del lungomare di Cuba sia sorprendentemente bella. Non discuto questo. Ciò che mi preme comunicare è quanto di vero e quanto di falso ci sia in questa immagine.

Tutti conoscono la passione di Renzi per gli sport: si ricordano sue partecipazioni alla maratonina di Firenze, o la celebre prestazione (molto fugace, in realtà) a una partita del cuore, sempre nella capitale renziana, e altre manifestazioni sportive. Ma Renzi è anche uno stimabile osservatore di sport: ci ricordiamo innumerevoli tweet riguardo calcio, pallavolo, tennis, gare motoristiche. E oltre ai tweet ci ricordiamo anche di voli e visite, messe a libro paga degli italiani, per seguire gare di importanza rilevante.

Per questo non si vuole mettere in dubbio la buona fede del jogging del Premier in quel di L’Avana, assolutamente. E se, prima di lavorare, va ad allenarsi, personalmente, sono fatti suoi. Quel che fa disperare è l’interesse che prova solo verso se stesso e la propria immagine. Un culto della persona che dimostra un apprendimento ferreo dalle logiche craxiane prima ancora che berlusconiane.

Perché, sì potrà correre a L’Avana, fare tweet di sport, andare a fare (come ha simpaticamente descritto Maurizio Crozza) il “gran premier delle Americhe”, fare battute su America e Vespuccia. Ma se per tutto questo non si deve spendere nemmeno una parola sull’alluvione che ha colpito (per l’ennesima volta) Messina e che sta lasciando da due giorni i messinesi senz’acqua.

Insomma, diciamo che a chi si presenta ai box di Monza per far vedere che il gran premio serve, a chi vola in America per vedere una finale tutta italiana, a chi prende l’aereo di Stato per volare a Chamonix a sciare e a chi tiene il diario di viaggio della sua gita in Sudamerica come se stesse partecipando a Pechino Express, è preferibile un Primo Ministro che trovi la copertura per il suddetto GP, che investa nelle strutture sportive sui territori, che se vuole andare a sciare prenda il suo mezzo e che, nel mentre di una visita, si tenga informato su ciò che succede in Italia. Sennò non è molto meglio di Marino.

Nota a margine, che tanto nota non è. Quelli che cercano Renzi per uno scatto, come nel caso della foto, solo per dire “ecco, c’è Renzi che va a correre” senza aggiungere una riga, non fanno altro che fare il suo gioco. Complici (in)consapevoli della morte del giornalismo.

Riccardo Ficara

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