Fratelli d’Italia deve entrare nel Governo populista

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Sarà martedì il giorno chiave per quanto riguarda la possibile partecipazione di Fratelli d’Italia all’esecutivo Legastellato. “A seguito dell’incontro di oggi con il leader della Lega Matteo Salvini e dopo le novità sul governo Conte, il Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha convocato per domani mattina una riunione ristretta dei dirigenti di Fratelli di Italia. Al termine dell’incontro, nel corso del quale verrà analizzata e valutata la situazione politica, verrà resa nota la posizione di Fratelli d’Italia”, si legge in un comunicato stampa diramato in serata.

Una decisione difficile quella che verrà presa dalla dirigenza di Fratelli d’Italia dato che le incognite sul futuro sono molte. Da una parte c’è la possibilità di rimanere nel centrodestra e questa scelta porterebbe Fratelli d’Italia a rimanere alleati di Berlusconi e di Forza Italia, partito che al momento presenta differenze ideologiche maggiori rispetto alla base di Destra del movimento politico fondato da Giorgia Meloni. Il rischio, in questo caso, potrebbe essere un’ulteriore crisi all’interno della base elettorale che in questi giorni sta sempre più guardando con fiducia al possibile governo Legastellato a guida Conte. L’altra possibilità per Fratelli d’Italia è l’alleanza con M5S e Lega, ma questa rappresenta un rischio, sopratutto per l’eventuale “cannibalizzazione” che la Lega potrebbe attuare nei confronti di Fratelli d’Italia. Rimanere, però, oggi con Berlusconi è un rischio ben maggiore.

La politica italiana è ormai cambiata e ad influenzarla è stata anche l’Europa. Attualmente si deve sempre più guardare la politica nazionale con riferimento ai gruppi parlamentari europei, gruppi che potevano ben far capire a tutti che, dopo il 4 marzo, ci sarebbe stata un’alleanza tra la Lega e il M5S. Attualmente i due partiti fanno parte, nel bene e nel male, di europartiti vicini a loro – e tra loro – anche se divisi da piccole differenze.

La situazione ricorda quella della formazione del Governo Berlusconi I nel 1994 quando la Forza Italia era alleata al nord con la Lega Nord di Umberto Bossi, mentre al Centro-Sud era, invece, alleata con Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini. Una soluzione, quella del compromesso tra i due leader di minoranza, che nei fatti aveva portato alla nascita della Seconda Repubblica.

L’Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (EFDD), gruppo di cui fa parte il M5S, presenta un programma politico contrario al centralismo burocratico dell’Unione europea. A farne parte anche l’AfD, Alternativa per la Germania, partito politico tedesco euroscettico, la cui collocazione politica è descritta come di destra o di estrema destra.

Europa delle Nazioni e della Libertà (ENF) è invece il gruppo politico del Parlamento europeo di cui fa parte la Lega. Presenta posizioni euroscettiche e vede come protagonista il Front National di Marine Le Pen.

Insomma: ci troviamo di fronte a un governo che con tutta probabilità sarà populista e ciò rappresenta un’ultima chiamata per Fratelli d’Italia, un’ultima chiamata ancor più evidente dopo le dichiarazioni rilasciate da Marine Le Pen: “Dopo l’FPÖ in Austria – si legge in un tweet della presidente del Front National – la Lega in Italia. I nostri alleati arrivano al potere e aprono prospettive strabilianti, innanzitutto con il grande ritorno delle Nazioni!“.

Certamente il problema per Fratelli d’Italia potrà essere quello di entrare nell’esecutivo in quota Lega, ma è altresì vero che questo dettaglio è insignificante anche alla luce del futuro dell’Italia e sopratutto per chi passerà alla storia come suo difensore.