DA GIACOMO BEZZI A FILIPPO DEGASPERI: L’OPPOSIZIONE TRENTINA

Foto di Copertina: Michele Soliani

Diciamocelo chiaramente, questi primi mesi di amministrazione targata Ugo Rossi non sono stati sereni. Se durante l’intero mandato di Dellai gli unici problemi si erano verificati nel 2008 con la “Magnadora”, non è stato lo stesso con il suo successore che ha affrontato questioni quali le contestazioni ai vitalizi, i tagli alla sanità e la gestione della vicenda dell’Orsa Daniza. È anche vero che non si può far a meno di constatare che l’opposizione al governo sembra essersi data una scossa.  bbiamo il pragmatismo di Giacomo Bezzi che in questi mesi è riuscito sempre a muoversi con particolare attenzione nei confronti dei vari problemi che hanno coinvolto la politica locale. Forza Italia, sebbene si mostri debole a livello nazionale a causa delle decisioni di Silvio Berlusconi, dimostra vivacità in Trentino. Nei mesi scorsi, oltre alla presenza dello stesso Bezzi, si è anche assistito all’exploit politico del Sindaco di Bocenago e candidato per Forza Italia alle Europee, Walter Ferrazza, che ha fatto parlare di se.

Stessa cosa per la Lega Nord. Nonostante non sia riuscita ad ottenere un’importante successo in Regione alle ultime elezioni europee, è altresì vero che la segreteria a guida Fugatti sta dando ottimi risultati. Dobbiamo infatti ricordare che nella pratica il risultato dello scorso maggio è stato ottimo, poteva essere superiore se non vi fosse stato un brusco calo di consensi dei Freiheitlichen in Alto Adige.

Claudio Civettini e Maurizio Fugatti dimostrano comunque, come già nel passato, di essere un’importante elemento per l’opposizione in Consiglio Provinciale.

Ultimi in questa elencazione di forze politiche d’opposizione sono i 5 Stelle. Si possono abbandonare i classici luoghi comuni che li danno degli “urlatori”, si stanno muovendo con precisione e chirurgicamente. Una dimostrazione è stato proprio il caso dell’Orsa Daniza, quando i pentastellati hanno mosso due precise accuse: la prima riguardava i radiocollari, strumenti che potevano permettere di controllare e avvertire la cittadinanza in merito agli spostamenti dei plantigradi; la seconda invece riguarda i finanziamenti dell’Unione Europea, calati in questi ultimi anni nei confronti del progetto Life Ursus.

Il Movimento 5 Stelle non urla più, combatte le battaglie di fioretto. Sono sempre attacchi mirati, ben motivati e allo scopo di ottenere precisi obiettivi. Uno già lo hanno ottenuto: mettere in difficoltà la sicura Giunta Provinciale.

La verità rimane comunque che se il progetto Life Ursus fosse stato condiviso dalla gente trentina, nessuno sarebbe stato tentato di infastidire l’orsa e tutti saprebbero come comportarsi. Mancano nei  negozi gli spray anti-orso, nessun giubbino protettivo, nessun vademecum inviato alle famiglie. Dell’orso se ne era persa traccia così come di tanti problemi, quali i tagli alla Sanità e i vitalizi, che interessano la Provincia Autonoma di Trento. La vittima, oltre all’orsa, è anche Daniele Maturi, il fungaiolo che si è imbattuto nell’orsa. Non si sta a giudicare di chi sia la responsabilità, si spera soltanto che questi non sia il capro espiatorio di un sistema che non ha saputo gestire un progetto.

Quanto mancherà al momento in cui Matteo Renzi twitti al Presidente della Provincia un rassicurante #ugostaisereno?

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