Giustizia e Misericordia, tra Virtù e Fiducia: Papa Francesco, l’Omelia della Notte Santa di Natale 2015

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Come celebrano il Natale 2015 i cristiani cattolici praticanti in questa Notte Santa? Davanti alle cattedrali della Francia e del Belgio i fedeli fanno lo slalom tra i militari, armati, per intervenire a eventuali emergenze di sicurezza; un Natale che si presenta anche così, con l’insicurezza dei tempi, dettata dal susseguirsi degli eventi storici di attualità, caratterizzati dalla sofferenza, dalla morte e dalle immagini di guerra.

Riprendendo, come d’uso, le parole del Pontefice, pronunciate a Roma questa notte durante l’omelia della messa della Vigilia di Natale: “Serve tornare alla giustizia“. Ebbene proprio di giustizia parla Papa Francesco, giustizia però filosofica, o meglio religiosa, che considera il comportamento dell’uomo nella sua totalità e non solo quella che noi leggiamo come “legalità” o meglio “rispetto della legge”, bensì in termini molto più ampi.

La giornata della Vigilia di Natale 2015 è iniziata male: vittime in mare durante un approdo fallito a Lesbo, dove hanno perso la vita 3 bambini; un video di adolescenti estremisti ebraici che festeggiano per la morte di un bimbo palestinese, diffuso su youtube; strage per colpa delle armi in USA proprio per un regalo di Natale; e tanta politica internazionale, politica di guerra, che ha riempito le agenzie anche oggi, vigilia della Notte Santa. Qualcosa non si sta evolvendo a dovere, nel mondo, superfluo dirlo.

Ecco, le parole di Papa Francesco sono il monito per i credenti, ma sono parole di buon senso anche per chi nel Gesù – che viene celebrato – non crede.

“Dentro una cultura dell’indifferenza, che finisce non di rado per essere spietata, il nostro stile di vita sia invece colmo di pietà, di empatia, di compassione, di misericordia, attinte ogni giorno dal pozzo della preghiera” ha detto Papa Francesco. “In un mondo che troppe volte è duro con il peccatore e tollerante con il peccato c’è bisogno di coltivare un forte senso della giustizia”.

Il narcisismo, il consumismo, la ricchezza, il lusso, sono la metà opposta del mondo di cui ci parla Gesù, tutto sommato sono l’opposto dello spirito puro del Natale cristiano: il bambinello ci parla invece di un mondo di equità e di pace, un mondo sobrio, ma animato da sentimenti puri e sani – in sostanza – che richiama, ogni Natale, alla considerazione del prossimo come eguale.

Durante quest’anno si celebra un Natale “doppio” poiché siamo nell’anno del Giubileo della Misericordia, una misericordia che non è un perdono formale, ma un atto di pietas intesa nel senso antico romano e italico e nel profondo senso culturale teologico, cioè il vissuto del valore morale, o meglio dei valori morali delle persone.

Come mettere d’accordo il pensiero di Papa Francesco e l’invito che egli rivolge a chi lo ascolta, con la violenza che si sperimenta ogni giorno, con l’ingiustizia sociale, anche economica, che divide la gente della terra in due, tra benestante e miserabile? Giustizia è un modo di comportarsi virtuoso e reciproco, Misericordia è un atto di fiducia individuale.

Di Martina Cecco

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