Il cambiamento “che sarà” è iniziato? Sì omogeneo al contratto

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Tutte le lampade delle nazioni (microfoni, telecamere della stampa e governi euro-zona) sono puntate sull’Italia del cambiamento. E meno male che c’è stato molto da dire sul matrimonio dei Reali inglesi, così ci hanno risparmiato le fake news. Una decisione emozionante – da Statisti interattivi e 2.0 – che sta mettendo davvero a dura prova la democrazia, una grande, difficile, macchinosa prova di democrazia: partecipata, diretta, elettiva, rappresentativa, persino col tocco del maggioritario, dunque difficile. Lo stanno facendo davvero la Lega Nord di Matteo Salvini e le Cinque Stelle di Luigi di Maio. L’Italia è cambiata nel DNA, i cittadini vogliono partecipare e non si può più rimanere sul “pulpito” bisogna concertare. Il cambiamento è anche questo.

Francamente a 38 anni suonati sentire odore di quella politica tanto decantata dalla sinistra e poi elusa e anchilosata fa brillare (personalmente) gli occhi. Non pare vero ma è accaduto: due forze politiche diverse che non hanno mai costruito elezioni insieme hanno parlato e hanno deciso di stabilire un a linea programmatica stilando un “contratto” (l’onestà intellettuale “dei politici più vecchi” vorrebbe che si riconoscesse che le linee programmatiche sono parte decisiva in un Governo) che non è il Patto del Nazareno, ma è una lista di punti votati dagli elettori che hanno in percentuale la percentuale maggiore da risultato. Fanno bene questi due giovani politici ad avere in mano la classica “pezza giustificativa!” quante volte si è sentito dire che “quando vanno al Governo fanno quello che vogliono?” Ecco qui di fianco la foto dei risultati in Trentino, trasmessa on line dalla Amministratrice politica locale della Lega Nord Cristina Linardi per gentile concessione.(In Trentino 93.46% SI Ottimo!!! AFFLUENZA superiore alla media nazionale! ndr) Anche lei impegnata ieri anche a Mori nel pomeriggio. Concertazione, la chiamavano, eccola, con i gazebo della Lega Nord. Dieci punti principali e poi più di 50 pagine di impegno politico concreto.

Tutta in salita ma l’elettorato è presente, dal MoVimento 5 Stelle alal Lega Nord, di fianco la comunicazione dalla piattaforma Rousseau che conferma il sì omogeneo anche da parte delle Stelle: ormai è deciso.

Il modo di parlare della Nuova Repubblica è serio. Sciolto anche il nodo sul nome del Premier: il nuovo Premier papabile, di cui si è fatto il nome ieri, il giurista Giuseppe Conte, è già stato in precedenza valutato dal presidente Mattarella, motivo per cui non si conoscono ad oggi motivi di veto. Esultano i gazebini della Lega e i concertanti su Rousseau. Che il mondo resti pure alla finestra a guardare, dentro l’Italia che cambia! (MC)