Renzi e le renzine troveranno sicuramente qualche alibi. Ma il voto in Trentino, che verrà sottovalutato dalle analisi di comodo, rappresenta invece un clamoroso segnale di difficoltà del partito di governo italiano. Che, in alleanza con gli autonomisti di servizio, vince al primo turno a Trento, ma perdendo quasi 20 punti percentuali e rischiando di andare al ballottaggio. E a Rovereto il ballottaggio si farà, mettendo a rischio la conferma dell’alleanza di centro sinistra. Strabattuta, al primo turno, a Pergine Valsugana, terza città del Trentino. Vince il modello delle “civiche”, senza tanti simboli di partito ma con posizioni ben chiare. E le civiche si impongono anche negli altri principali centri della Provincia autonoma.

La morbida Boschi ed il bugiardissimo confineranno il risultato nella banalità di un voto locale, con peculiarità che non hanno molto a che fare con la situazione nazionale. L’importante sarà nascondere i segni di una scivolata che potrebbe diventare una frana, se solo i politici nazionali dell’opposizione fossero in grado di capire il Trentino e di seguirne l’esempio. Candidati conosciuti ed apprezzati sul territorio, nessun paracadutato da altre zone, buon governo da parte di chi ha già amministrato. Il tutto a fronte dei soliti pateracchi dell’alleanza tra centro sinistra ed autonomisti. Il Trentino e’ ricco rispetto alla media italiana, ma i trentini cominciano ad essere stufi sia degli amministratori del centro sinistra sia delle politiche nazionali basate solo sulla menzogna e sulla cancellazione della realtà. Ed il voto di ieri ha dimostrato che il bugiardissimo può essere combattuto e battuto. Purché si abbia il coraggio di cambiare atteggiamento, di puntare sul nuovo, sulle competenze, sulla credibilità. Una lezione formidabile, per chi (eventualmente) avesse la voglia di imparare a vincere.

Augusto Grandi

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