IL TRENTINO BOCCIA RENZI E INDICA LA STRADA PER L’ALTERNATIVA

Renzi e le renzine troveranno sicuramente qualche alibi. Ma il voto in Trentino, che verrà sottovalutato dalle analisi di comodo, rappresenta invece un clamoroso segnale di difficoltà del partito di governo italiano. Che, in alleanza con gli autonomisti di servizio, vince al primo turno a Trento, ma perdendo quasi 20 punti percentuali e rischiando di andare al ballottaggio. E a Rovereto il ballottaggio si farà, mettendo a rischio la conferma dell’alleanza di centro sinistra. Strabattuta, al primo turno, a Pergine Valsugana, terza città del Trentino. Vince il modello delle “civiche”, senza tanti simboli di partito ma con posizioni ben chiare. E le civiche si impongono anche negli altri principali centri della Provincia autonoma.

La morbida Boschi ed il bugiardissimo confineranno il risultato nella banalità di un voto locale, con peculiarità che non hanno molto a che fare con la situazione nazionale. L’importante sarà nascondere i segni di una scivolata che potrebbe diventare una frana, se solo i politici nazionali dell’opposizione fossero in grado di capire il Trentino e di seguirne l’esempio. Candidati conosciuti ed apprezzati sul territorio, nessun paracadutato da altre zone, buon governo da parte di chi ha già amministrato. Il tutto a fronte dei soliti pateracchi dell’alleanza tra centro sinistra ed autonomisti. Il Trentino e’ ricco rispetto alla media italiana, ma i trentini cominciano ad essere stufi sia degli amministratori del centro sinistra sia delle politiche nazionali basate solo sulla menzogna e sulla cancellazione della realtà. Ed il voto di ieri ha dimostrato che il bugiardissimo può essere combattuto e battuto. Purché si abbia il coraggio di cambiare atteggiamento, di puntare sul nuovo, sulle competenze, sulla credibilità. Una lezione formidabile, per chi (eventualmente) avesse la voglia di imparare a vincere.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 352 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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