L’ ILLUSIONE DEL PRIMO MAGGIO

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È alquanto palese il fatto che la festa dei lavoratori sia diventata mera espressione del potere delle classi dominanti le quali hanno fatto proprie le istanze dei sottoposti per normalizzarle , rendendole una mera manifestazione del proprio potere. Il ricordo dei diritti dei lavoratori è così diventato una festa  che celebra il sistema capitalistico nel quale gli stessi si sono annichiliti perdendo la propria coscienza di classe.
L’ influenza politica dei proletari si realizzava ,difatti, solo con l’ enfatizzazione del loro essere trascendenti dal sistema che si è permesso di normalizzare lo sfruttamento  , rammentando , quindi, la particolarità del proprio statuto: una volta che le differenze sono venute meno, una volta che  l’ operaio non si riconosceva più come oppresso, allora è venuta a mancare la stessa essenza del primo maggio in quanto questo avrebbe dovuto ricordare proprio tale opprimente condizione, più che rafforzarla rendendola fisiologica.

Invece, la naturalizzazione di queste condizioni sociali si è posta in essere non lasciando che quest’ evento riporti ad una  concezione del mondo che metta l’ accento sulle classi dominate , rendendola , invece, una tra le tante occasioni in cui  santificare la perversione sociale .

Il risultato è la completa perdita di senso in quanto la massa non ha più un sistema di riferimento al quale appellarsi per difendersi dall’ invasiva società capitalistica e così , caduto il marxismo, essa è diventata preda della più feroce tra le commercializzazioni dell’ individuo .

Che la disoccupazione sia alle stelle , che la ripresa sia fragile e che , soprattutto, sulle spalle dei più deboli il crollo economico  si sia riversato non sono di certo fattori  che possano scalfire l’ eterna sicurezza di cui è pervasa la classe dominata, oramai non avente più valori ai quali appellarsi per comprendere gli sviluppi economici e tutelarsi contro il dilagante disagio sociale .

Che quindi si scorga con tristezza l’ immobilismo della società italiana che trascura tali fatti come se nulla fosse accaduto dal 2008 ad oggi. Che si inizi invece a soffrire , fin nelle viscere, per coloro che hanno perso il lavoro non avendo oggi nulla da festeggiare affinché ,purgati da questa falsa immagine di stabilità , possiamo sollevarci scavalcando i limiti sociali e chiedendo che questo penoso stato di miseria venga meno: oramai ,difatti ,la barzelletta del primo maggio non fa più effetto.

Clemente Maurizio

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