LA COSTOSA LIBERAZIONE DI DUE INGENUE RAGAZZE

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Al popolo italiano è stato richiesto di pagare per la liberazione delle due giovani prigioniere in Siria dei fondamentalisti islamici. Lo Stato pagherà sicuramente visto che la nostra è del resto una Nazione in cui si tratta e paga per i cittadini in pericolo. Non si interviene mai con fermezza, si permette che propri militari siano consegnati agli stranieri che vogliono processarli. Questi cedimenti fanno si che gli ostaggi italiani continueranno a moltiplicarsi esponenzialmente.

Tornando alle due ragazze una domanda s’impone decisa: ha proprio senso liberarle?

Chi crede nello spirito della cavalleria si augura la loro liberazione, non la loro esecuzione. Del resto sono due giovani e ingenue ragazze che hanno preso sottogamba quanto stava succedendo in Siria.

Indotte a credere nella causa dei ribelli sono andate li con una ONLUS, mal informate da associazioni e da una stampa estera di matrice progressista che dipingeva sino a poco tempo fa gli oppositori ad Assad come degli eroi. Eppure, fatto ironico, non sono state fatte prigioniere dalle forze di polizia dello Stato sovrano che nella loro irresponsabilità hanno contribuito a mettere in pericolo, ma proprio dai ribelli. Come recita un famoso adagio: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

Sono figlie anche di quell’associazionismo che è tipico dell’imperante buonismo all’italiana.  Associazioni che incassano, dai fondi pubblici, migliaia di euro all’anno per ogni immigrato senza lavoro che si trova sul nostro suolo. Un affare che, come han confessato i protagonisti di Mafia Capitale, frutta più della droga. Tanto che ci siamo attrezzati per andarceli a prendere, i disperati, fino in Africa con quell’operazione che è stato denominata Mare Nostrum, contro la quale l’Europa per correre ai ripari ha approntato Triton che si ferma alle sole nostre acque territoriali nell’auspicio di rallentare almeno i flussi.

All’imprenditoria si dovrebbe dare la precedenza e non a soggetti come quelli che fanno dell’immigrazione un business e mandano ingenue ragazze come  Greta e Vanessa per mandarle a “creare progresso” con la djihad che le rapisce e forse le decapiterà.

Sarà lo Stato italiano a salvarle: non con un blitz ma con il denaro.  Una soluzione che risulta inevitabile. Con la illusoria speranza che queste, al loro rientro in Italia,   non vengano accolte da eroine ma si tiri a loro fortemente le orecchie. In quanto alle associazioni umanitarie, di accoglienza, caritative, che della loro sventura sono cause, dovrebbero essere addebitato le spese sostenute per la liberazione delle due ragazze.

 Michele Soliani

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