LA FOLLE POLITICA ECONOMICA CHE L’EUROPA CI IMPONE

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Come si fa ad evitare che il rapporto debito/Pil italiano cresca ancora, come ha fatto negli ultimi tempi? Essendo una divisione, le soluzioni sono tre: intervenendo sul numeratore, cioè diminuendo il debito pubblico; agendo sul denominatore, cioè aumentando il Prodotto interno lordo; favorendo entrambe le soluzioni appena proposte simultaneamente.

L’Europa, ad esempio, ci ha, nel bene o nel male, imposto di seguire la prima ipotesi. Lo ha fatto ai tempi dell’ultimo governo Berlusconi ed ha continuato su questa linea anche con Monti, Letta e, adesso, con Renzi. Il nostro debito pubblico, grazie ai politici della Prima Repubblica, è lievitato esponenzialmente fino a livelli insostenibili e da Bruxelles hanno insistito sull’importanza di ridurlo drasticamente, seguendo politiche di rigore e aumentando le tasse. Ma qui sono arrivati i primi problemi. Queste politiche, non solo sono state poco influenti per l’effettiva riduzione del debito (che è addirittura aumentato in alcuni periodi degli anni scorsi, superando la cifra record dei 2100 miliardi di euro), ma hanno anche inceppato la crescita economica del Paese. Quindi il Prodotto interno lordo ne ha fortemente risentito ed è calato fortemente. Questo ha ovviamente portato ad un risultato opposto rispetto a quello descritto sopra. Se il debito rimane stabile e il Pil decresce, giocoforza il loro rapporto aumenta e con buona pace dello scopo primario.

Ma dove sta l’errore? L’Europa ha insistito in una direzione che doveva essere giusta, ma si è rivelata totalmente sbagliata. Come mai? Semplicemente perché ci si è fermati alla teoria. Non hanno voluto constatare che, in una contingenza economica così difficile, intervenire solo sul debito, e che debito!, era una follia. Così facendo hanno ammazzato l’economia reale e la crescita. Questo ci ha scaraventato nel baratro attuale.

Una politica intelligente sarebbe stata quella della seconda ipotesi. Cercare di mantenere costante il debito, ma fare riforme che facessero ripartire la crescita e quindi facessero aumentare il Prodotto interno lordo. Cosa che avrebbe permesso di intervenire sul debito in un secondo momento. Una politica economica che gli Usa hanno adottato, riuscendo lentamente ad uscire dalla crisi a cui loro stessi hanno dato avvio.

Il governo Renzi è nato anche per perseguire questo obiettivo. Il premier stesso ha dichiarato di voler intervenire sul denominatore del rapporto. Ma, ad oggi, non solo non si capisce bene come il suo governo voglia intervenire e con quali coperture economiche, ma le uniche proposte del ministro Padoan a riguardo (apertura all’utilizzo dei fondi Ue) sono state subito bocciate dall’Europa.

A cura di Luigi Mauro

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