Contrordine compagni: la guerra all’Isis non di fa, oppure si’. L’importante è non pretendere certezze dal bulletto che si spaccia per politico e che fa il presidente del Consiglio. Certo, una guerra non è da prendere alla leggera. Ma evitare di rimangiarsi tutto, di ripensarci, di dire una cosa e farne un’altra, non sarebbe male. Intanto, mentre il burattino portasfiga riflette – o lascia che i suoi padroni riflettano e gli diano poi gli ordini – il mondo continua a muoversi, incurante dell’Italia da commedia dell’arte. Il nostro presidente, che sarebbe anche il capo delle Forse Armate (Forse, perché non è chiaro se siano armate), in mezzo al disastro del Parlamento con le opposizioni ritirate sull’Aventino, in mezzo al disastro internazionale che ci coinvolge sempre più direttamente, che fa? Si rivolge con un nobile discorso alla Nazione? La tranquillizza? La ricompatta in vista di possibili avvenimenti drammatici? Macché. Siamo in Italia. E allora il presidente, con il codazzo di dis informatori dalla lingua sempre umida, vola in Sicilia per farsi fare i capelli dal barbiere di fiducia. Si vede che a Roma, con un sindaco come Marino, i barbieri non ci sono più. Poi il presidente torna e che fa? Finalmente parla alla Nazione etc etc? Certo! E cosa dice? Che, prima o poi, il Quirinale sarà aperto per le visite turistiche. Ecco, appunto. Un grande intervento da statista, da capo delle Forse Armate. Un presidente che non guida il Paese in un momento drammatico ma che si trasforma in custode del museo. E’ l’Italia. Quella che Gentiloni, in un attimo di illusione, vedeva come guida non turistica ma di una coalizione di Paesi in lotta contro l’Isis. Forse, però, hanno ragione il portasfiga ed il presidente: l’Italia rischia poco, in questa fase. Perché Isis ha bisogno di far cassa ed il modo migliore e’ quello di continuare a fare gli schiavisti, trafficando in esseri umani. In questo l’Italia e’ l’alleato perfetto. Isis incassa denaro e fa partire gli schiavi, l’Italia si affretta a recuperarli creando nuove speranze in chi vuol partire e paga. Perché Isis dovrebbe giocarsi un simile incasso sicuro, solo per qualche attentato anche in Italia? L’unico rischio è’ che qualche lupo solitario faccia l’imbecille, non capisca il gioco e si metta a sparare. Nel frattempo, però, la Francia ci ha di nuovo fregati facendo un affare con l’Egitto a cui ha venduto aerei militari. E prima gli affari con l’Egitto li aveva fatti la Russia. E l’Italia? Almeno sul fronte commerciale avremmo potuto far qualcosa. Già, se non avessimo avuto Moretti a guidare Finmeccanica. Abituato a lottare contro i pendolari offrendo un servizio pessimo, ma facendo pagare i biglietti dei treni come se funzionassero, non deve aver trovato un treno comodo per attraversare il Mediterraneo ed arrivare al Cairo. Starà ancora consultando gli orari dell’alta velocità. Mentre persino l’inetto Hollande porta a casa mega contratti.

Augusto Grandi

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