La Lega: un partito per donne

A più di una settimana dalle elezioni europee, c’è un aspetto rilevante del voto rimasto curiosamente in disparte e trascurato dalla gran parte degli osservatori. Alludo alla rappresentanza femminile che la Lega ha portato in seno al Parlamento europeo, così vasta da aver superato – con 15 elette rispetto a 14 eletti – quella maschile. Un risultato che, da leghista, mi rende particolarmente orgogliosa dato che solamente a due partiti su sei (l’altro è il M5S) è riuscito di far eleggere più donne che uomini.

Non si tratta chiaramente della prima volta che la Lega è veicolo dell’elezione di un numero significativo di donne in seno ad un’assemblea legislativa – basti pensare alle recenti elezioni provinciali trentine, con l’ingresso in Consiglio di ben cinque donne -, tuttavia quello di queste europee è un risultato storico. Tanto più che esso si accompagna ad un altro dato assai importante eppure anche questo, curiosamente, silenziato da tanti media, e cioè il fatto che la Lega sia stato il partito più votato dalle italiane. E non di poco.

Infatti, grazie a un’elaborazione di You Trend, realizzata su con 5.000 interviste realizzate tra il 25 e il 26 maggio e sui risultati scrutinati, è emerso anche come la Lega sia – di gran lunga – il partito preferito dall’elettorato femminile; al punto che sette italiane su dieci o si sono astenute o hanno votato Lega, mentre solo poco più di una su dieci ha votato Pd.

Per quanto possa apparire curioso e dissonante dallo stereotipo che vuole il partito di Matteo Salvini medievale e maschilista, i numeri descrivono quindi una realtà ben diversa. La realtà di una Lega come forza interclassista, ormai affermata su base nazionale ed anche, appunto, nettamente rosa. Un aspetto, quest’ultimo, che alcuni non potranno fare a meno di giudicare sorprendente, ma che ha solide radici storiche.

Come dimenticare, infatti, che fu proprio la Lega, nel lontano 1994, a far eleggere, nella persona dell’allora onorevole Pivetti, la più giovane presidente della Camera della storia italiana? E come non ricordare come esattamente dieci anni or sono fu sempre la Lega a portare all’elezione di Sandy Cane, prima sindaco donna di colore d’Italia? Primati, questi di ieri, che spiegano quelli di oggi, con i numeri delle europee che incoronano la Lega come partito femminile, potremmo dire, anche se non femminista.

Ora, per quale motivo tutto ciò non è adeguatamente evidenziato dai media? Tale dimenticanza origina a mio avviso dal fatto che la Lega non ha mai smesso di sottolineare l’importanza della famiglia, da taluni spregiativamente definita tradizionale, e della vocazione materna, chiaramente da non intendersi come incompatibile con il ruolo lavorativo ma da concepire, comunque, come valore fondamentale. In secondo luogo, ho l’impressione si faccia fatica a riconoscere la vicinanza della Lega alle donne anche per la lotta senza quartiere che fa all’utero in affitto, pratica aberrante che umilia la dignità femminile ma a favore della quale gravitano interessi economici enormi.

Ciò nonostante, confido che nel nostro Paese – ed anche in Trentino – una certa intellighenzia possa presto fare autocritica, riconoscendo come il partito di Matteo Salvini non solo non sia quella forza oscura e malefica che viene raccontata, ma abbia nella promozione delle istanze femminili, quelle autentiche s’intende, uno dei suoi tratti più caratterizzanti.

Cons. re Mara Dalzocchio

CapogruppoLega Salvini Trentino