LE ACCUSE A GORBACIOV E LE RIMEMBRANZE DEL POPOLO RUSSO

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Deputati della duma hanno inviato una richiesta al Procuratore generale della Federazione russa, Yuri Chaika, al fine di chiarire il ruolo di Michail Gorbaciov  relativamente agli eventi che determinarono la caduta dell’ URSS. I deputati hanno fatto presente che vi fu un referendum all’epoca, l’origine dei fatti nel mese di febbraio del 1991, che confermò la volontà del popolo sovietico di rimanere sotto il dominio della repubblica socialista, referendum il quale non è stato preso in considerazione dal leader dell’ epoca il quale avrebbe agito negli interessi dell’ occidente . (Ndr Fu anzi sconfessato con Decreto presidenziale a pochi giorni dal voto, che di fatto invalidò ogni volontà popolare.)

La ripresa delle ostilità con l’ occidente da parte del gigante russo sembra aver  rievocato la grandezza dell’ URSS di cui si rimpiange la caduta fino ad accusarne l’ esecutore, ossia Gorbaciov stesso. Non è solo, quindi, un semplice capriccio, quello che ha spinto i deputati di cui sopra a muovere tali accuse al vecchio capo , ma anche un atto simbolico ai fini di ricordare la grandezza della repubblica leninista  per legittimare le nuove tendenze espansionistiche e accentratrici  russe.  Tale politica maggiormente aggressiva da parte della Russia sarebbe quindi legittimata dal fatto che quei territori, oramai desatellizzati da Mosca, si erano  resi indipendenti  benché la  volontà del popolo fosse stata  favorevole al mantenimento della società comunista e anticlassista.

L’ isolamento economico russo, che le sanzioni economiche americane e europee hanno posto in essere, favorirebbe il ritorno alla vecchia economia socialista  che si basava solamente sul mercato interno. Non è un caso, di fatti, che il 53% del popolo russo ritiene migliore l’ URSS della Russia contemporanea:  il fatto che questa godesse di un’ ingente influenza economica e politica nel mondo  non essendo, coma la Russia, una semplice potenza regionale e il fatto che avesse un’ ideologia, quella marxista, che ne legittimasse il potere, non possono  che risvegliare nel popolo, a fronte della crisi ucraina, l’ idea di una ripresa del vecchio ordine che, pur coi suoi problemi, riusciva almeno a garantire piena occupazione e un sistema scolastico e sanitario gratuito, come usuale in tutte le repubbliche socialiste.

Anche se queste sono solo speculazioni in quanto sarebbe alquanto improbabile, almeno nel breve termine, l’ istituzione di una repubblica comunista,  l’atto simbolico  di puntare il dito su Gorbaciov  può essere interpretato come una manifestazione del disagio provato dal popolo russo ancora pervaso dal ricordo dei vecchi partiti comunisti .

Alle prossime elezioni, forse, si sentirà molto il peso di tale tensione verso il passato che potrebbe spingere molti votanti a dare la propria preferenza ai partiti comunisti: sarebbe veramente un colpo di scena, nello spettacolo offertoci dalla storia, se questi stessi  riuscissero a vincere riconquistando il Cremlino  e capovolgendo le aspettative comuni per le quali il povero Marx non avrebbe più avuto il piacere, dopo il 1991, di rivedere applicate le sue teorie.

Maurizio Clemente

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