L’ennesima civica nel centrodestra trentino

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Ieri pomeriggio è stato presentato l’ennesimo movimento civico Trentino: Agire.

A fondarlo l’ex Candidato Sindaco di Trento Claudio Cia che, dopo aver subito per mesi numerosi mal di pancia causati dal suo ex amico Rodolfo Borga, ha deciso che era giunto il momento per uscire dalla Civica Trentina dov’è era stato eletto e di creare un soggetto personale.
Un soggetto civico che nei fatti lo vede al centro delle attenzioni nelle vesti di deus ex machina.
Nessun ascolto alle proposte di Bezzi che propone un progetto autonomista di centrodestra che vede al centro un team di persone reale e performante e non gruppo a sostegno di un singolo leader.
Un ragionamento si impone: una lista o movimento civico nasce per focalizzare l’attenzione su un progetto, appunto, civico. Una proposta pragmatica spesso sganciata dalle ideologie o dalle appartenenze politiche e partitiche.
Ergo, uscire da una civica orientata al centrodestra per fondarne una seconda con sensibilità leggermente diverse può aver senso? Non rischiamo forse di rendere un servigio alla sinistra nel dimostrare che a destra, nel centro destra, si dà vita a gruppi “ad personam”, sempre più numerosi e sganciati da riferimenti nazionali ed ideologici al solo scopo di avere le mani libere al momento giusto?
Nel 2015 ho sostenuto la candidatura di Claudio Cia a Sindaco di Trento, ma nella convinzione, poi realizzatasi, che una squadra di persone forti fosse capace di gareggiare a testa alta con quel centrosinistra autonomista che, a differenza nostra, rimane unito nonostante le numerosissime frizioni interne.
In quel caso, nonostante la sconfitta, si dimostrò che l’elettorato premia un gruppo se questo dimostra di essere coeso.
Ovviamente nessuna condanna nei confronti di Cia, a cui auguro ogni fortuna ma, sono convinto, oggi c’è bisogno di combattere e lavorare per proporre una visione di unitarietà quantomeno programmatica. Per far sì che l’elettorato al prossimo appuntamento, fra poco più di due anni, abbia consolidato una sensazione di coesione del centrodestra.

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