LICEO PRATI: LA SCUOLA INSEGNA LA MALAPOLITICA

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La mancata convocazione, e conseguente polemica, di esponenti del M5S al dibattito tra i differenti partiti politici al Liceo Prati di Trento , nasconde un’ulteriore aspetto. Come esponente del PATT c’era infatti la consigliera provinciale Manuela Bottamedi. Questa solamente un mese fa ha aderito al Partito Automomista Trentino Tirolese dopo che polemicamente aveva lasciato i penstallati lo scorso luglio. È stata data quindi la possibilità di esprimere il suo pensiero a una persona che è emblema della malapolitica e del trasformismo alla Depretis. Insomma, un fulgido esempio di onestà, coerenza e ideale presentato a un gruppo di giovani che dovrebbero imparare da ben altri esempi. Il passaggio dai Pentastellati al gruppo misto e poi al PATT, le ha anche permesso di stare al centro delle attenzioni da parte dei media locali che non hanno enfatizzato il suo tradimento nei confronti degli elettori quanto le sue qualità di politica navigata e che guarda a un futuro rosso targato centrosinistra Automomista.
Quindi la vera domanda da porsi non è perché non sia stato convocato il M5S , bensì il perché sia stata convocata in un Liceo una persona che rappresenta il declino della politica nostrana.
Un esponente di un partito deve rappresentare, a mio giudizio, in modo certo e con il necessario carisma un modello comportamentale che consenta la percezione naturale, immediata, della precisa corrispondenza tra le idee professate e le scelte personali di vita quotidiana. Responsabilità è anche del PATT che ha dimenticato di tenere a mente alcuni specifici requisiti quali, da una parte il senso della misura, l’equilibrio, il rispetto delle varie componenti a partire da quelle più lontane e dall’altra la giusta intransigenza nei confronti di atteggiamenti incompatibili a livello di moralità, rettitudine e coerenza.

Raimondo Frau

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