LA NUOVA SFIDA DELLA DESTRA SOCIALE

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Varie idee sono emerse dalla discussione avvenuta pochi giorni fa ad Orvieto al Convegno di Prima l’Italia.  Queste possono essere compendiate in vari punti quali l’ enfatizzazione dello Stato-nazione, la critica all’ individualismo e ad una deregolamentata liberalizzazione, il rilancio del made in Italy e degli investimenti e la forte polemica contro l’ Europa la quale non avrebbe come fine l’ interesse della nazione.

Sul fronte economico, è emersa l’ idea per la quale una rivalutazione del ruolo dello stato è la base dalla quale far ripartire l’ economia. L’ enfatizzazione dello Stato trova la sua realizzazione entro la concentrazione degli investimenti pubblici sul territorio affinché direttamente abbiano un effetto positivo sulla popolazione. A questo si aggiunge una proposta a favore  del federalismo dei comuni che garantirebbe meno sprechi.

In campo economico, il convegno è giunto alla conclusione per la quae bisogna creare una rete che aiuti le piccole  e medie imprese, cuore pulsante dell’ economia italiana.  Solo dando alle imprese più spazio, attraverso il taglio della burocrazia opprimente e attraverso una tassazione che premi le imprese più competitive e rispettose dei dipendenti, l’ economia potrà ripartire salvaguardando l’ individuo e la comunità

D’ altra parte, viene messa in evidenza l’ unitarietà della nazione dalla quale bisogna partire al fin di ricompattare gli italiani entro la dimensione della ricerca del benessere comune che presuppone una consapevolezza nazionale che la sinistra e l’ europeismo ha negato.L’ esaltazione della nazione è la base contro l’ individualismo il quale viene additato come uno dei maggiori responsabili, insieme all’ euro, della crisi italiana la quale è sia economica che culturale.

Alla rivalutazione della nazione e dello stato segue quella della famiglia la cui dimensione viene vista come la base della società il che implica che è nell’ interesse comune che si favoriscano le unioni matrimoniali e la filiazione che di queste è il fine.

Uno dei punti fondamentali è la nazionalizzazione delle banche così da impedire che queste siano gestite da lobby che sottraggano allo Stato un controllo sull’ economia.Insieme a questo, v’ è da specificare che si prevedono dazi per quei paesi che fanno dello sfruttamento la base del loro sviluppo così da permettere al libero mercato di non essere intossicato da concorrenza sleale.

L’ Europa ha peggiorato le condizioni socio-economiche degli italiani, secondo i militanti del movimento, in quanto ,coi suoi vincoli, ha reso impossibile uno sviluppo economico nazionale , favorendo gli altri paesi e imponendo un tasso di cambio svantaggioso.

Che la destra sociale sia rinata ad Orvieto è un bene per il paese che ha bisogno di ricostruirsi a seguito del fallimento dell’ Europa e della sinistra: solo costruendo una vera opposizione , il paese potrà finalmente godere di una dialettica politica che si incentri sui veri problemi della nazione.

Clemente Maurizio

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