Quando il fare sensazione tradisce e genera bufale

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“Ritrovato nel bidone delle immondizie bimbo morto”. E’ stata questa la notizia diffusa online domenica sera, intorno alle 21, da un giornale locale online che sembra cercare di simpatizzare per il centrodestra.
Una notizia che, come ovvio, ha scosso gli animi di molti trentini, ma che la nostra testata, al pari dei media televisivi e su carta stampata, non ha ripreso, poiché essa – proveniente dalla famosa testata qui sopra citata – aveva tutta l’aria del fatto di cronaca enfatizzato per cercare nuovi e fugaci accessi.

Un atteggiamento che spesso è praticato e devasta l’immagine complessiva giornalismo online che sino a oggi ha portato alla creazione di sane – anche se spesso piccole – realtà sul territorio regionale. Perché?
Perché “l’evento narrato non è mai accaduto”.

Sono i carabinieri con una nota ufficiale affidata all’Ansa a mettere la parola fine su una pessima vicenda.

Fare giornalismo, sopratutto con riferimenti identitari, nazionalistici e dal tratto conservatore, non è mai stata cosa facile. Si devono cercare fonti alternative, andare contro un sistema fin troppo caratterizzato da una continua propaganda progressista e buonista che non guarda in faccia a nessuno.

Si deve andare contro la potente corrente del pensiero unico pur senza cadere nel becero atteggiamento di “parlare alla pancia della gente”.

Il compito dei giornalisti in questi giornali, e lo dico da Presidente dell’Associazione editrice di Secolo Trentino, è ingrato sopratutto perché si scontreranno con persone che troppo spesso non vogliono più ascoltare una voce alternativa. Al contempo però sono, a mio avviso, degli eroi perché decidono di affrontare delle sfide, di ribellarsi a quel Grande Fratello orwelliano a oggi presente e incombente.

Lascia stupiti pensare che di fronte a sfide sociali quale è quella di una corretta informazione, vi siano persone che aiutino il “Pensiero unico”. Far riferimento, pur senza citare lo straniero come possibile colpevole della morte di un neonato incita all’inizio il razzismo, poi, se la notizia è inventata, al buonismo.

Fa anche sorridere pensare come tematiche legate al concetto di razza siano così superficialmente trattate da giornali che si presentano di Destra.

L’area politica identitaria ha fatto molte distinzioni sul concetto di razza, basti pensare al pensiero di Evola negli anni ’50, oltre al concetto stesso su chi è il “vero” nemico: non di sicuro lo straniero che viene spinto dalle lobby e dai poteri forti sulle nostre spiagge per distruggere la nostra cultura e civiltà.

I carabinieri, nonostante la versione diffusa, non erano presenti quella domenica e nessun ritrovamento è stato fatto. Il loro comunicato di oggi afferma: “A seguito dell’allarme sociale destato dalla notizia – ha scritto nella sua nota l’Arma – in accordo con l’Ufficio del Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Trento, il Comando provinciale dei carabinieri precisa che nessuna forza di polizia sia mai intervenuta, alla Procura della Repubblica non sia mai giunta alcuna notizia di reato relativa. Dopo mirati e accurati accertamenti di polizia giudiziaria, si può asserire che l’evento narrato non sia mai accaduto”.

Non rincorriamo la spinta al populismo un tanto al chilo buona per consensi e apprezzamenti rapidi ma effimeri.
Torniamo a esprimere concetti ed ideologie tracciando da qui la via per costruire ed amministrare la società del futuro. È una via più difficile e lunga ma è l’unica che abbia rispetto per i nostri lettori e per il nostro popolo.

Raimondo Frau

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