SABINA GUZZANTI: SILVIO BERLUSCONI REGISTA INVISIBILE

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Ma come, Sabina Guzzanti, nome della sinistra giornalistica storica, della Rai più rossa e più anticonformista (conformisticamente anarchica), ora che si trova un Governo al femminile, con equa divisione di cariche tra sessi e con un Capo di Governo di Sinistra, di origine umile, ex sindaco di Firenze, storicamente anche questa di sinistra, decide di affondare la lama, tagliare con le donne, tagliare con la sinistra e tagliare con il passato.

Ospite a Madonna di Campiglio nella trasmissione/evento TreperTre ieri pomeriggio ha dichiarato ogni possibile posizione estrema pur di mettere una parola diversa sulla stampa e nei microfoni. Prima contro la RAI che sarebbe stata colpevole di averla ingiustamente epurata, poi contro il Governo di Sinistra che sarebbe colpevole di usare le donne su suggerimento di Silvio Berlusconi, ipotetico regista segreto della politica italiana, poi contro le donne stesse, colpevoli di essere raccomandate e inesperte, dalla parte degli imprenditori e non della gente, infine contro la cultura, che in Italia secondo la Guzzanti sarebbe limitata.

Silvio Berlusconi tuttavia, nella mente di certa sinistra, deve essere diventato come uno spettro, un incubo, un vero problema persecutorio, non è forse esageratamente provocatorio cercare di colpire per l’ennesima volta un politico che proprio in questi giorni ha perso anche la possibilità di partecipare delle attività di Stato? Buon per la Guzzanti, che un applauso è cosa buona, ma si tratta di illazioni pesanti, di provocazioni che vanno ben oltre il senso della misura, capirete anche voi che se questa dichiarazione fosse vera, il Governo Renzi non sarebbe altro che un prolungamento del Governo Letta, mentre la derivazione è del Governo Bersani. Le affermazioni autorevoli andrebbero pesate, servono prove per dare del raccomandato, fannullone, manipolatore, non basta “aprire la bocca” o “starnazzare”.

Il punto focale lo svolgimento della critica al contesto del femminicidio, secondo la giornalista infatti non sarebbero aumentati i crimini contro le donne, affermazione su cui i dati parzialmente concordano, tenuto conto della differenziazione dei reati ndr. Sarebbe invece cambiato il rapporto con i crimini contro le donne, ostracizzati, indicizzati, diffusi, chiacchierati, insomma secondo Sabina Guzzanti la differenza sta nel parlarne, ma la donna non ha maggiore autorevolezza o maggiore sicurezza nella vita, dato che la cultura non si adegua ai tempi. Forse questa volta la Guzzanti ha perso aderenza al contesto. “Ci vuol fegato e coraggio a esser becco e dar del cornuto al bue.”

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