SCUOLA: 57 MILIARDI E NON SENTIRLI

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La scuola italiana costa tanto, lo sappiamo. Ma ciò non è conseguenza logica del misero finanziamento dato alle scuole paritarie. Dati dell’anno 2012 alla mano.

Le spese totali per la scuola statale (di ogni grado) sono state di 57miliardi e 571milioni di euro mentre quelli della scuola paritaria sono state di 511milioni. Il numero di studenti complessivo è di 8milioni 938mila, così distribuiti: 7milioni865mila nelle scuole statali e poco più di un milione nelle scuole paritarie. Uno studente su otto paga quindi una doppia retta: quella statale attraverso le tasse e quella “privata” che varia dai 1200 ai 1500 euro annui.

Per le scuole secondarie di secondo grado (superiori) lo stato ha speso 8.108 euro per ogni studente che frequenta una scuola pubblica e solo 51 euro per lo studente che studia in una paritaria.

Ma la domanda che ogni italiano sicuramente si può allora porre è la seguente: Matteo Renzi, neo premier che continua ad affermare la necessità di maggiori investimenti sulla scuola, è consapevole che vengono dati ogni anno 57 miliardi di euro?

E’ proprio il nuovo Presidente del Consiglio che, nella sua prima visita in una scuola, ha esordito scrivendo su twitter: “Treviso. Che bello incontrare gli studenti! Sentivo la mancanza. Investire sulla scuola è il modo per uscire dalla crisi”. Siamo sicuri che il modo migliore per uscire dalla crisi non sia amministrare in maniera più efficace e rigorosa i 57 miliardi di cui la scuola già dispone, incentivando magari coloro che vorrebbero istruire ed educare i figli in scuole paritarie, che come abbiamo visto prevedono un impiego economico statale inferiore, facendo risparmiare miliardi allo Stato?

Luca Erbifori

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