Se l’Italia vuole i clandestini, se li tenga

Ora la sinistra italiana (o quella che si spaccia per sinistra ma è solo una filiale di una loggia) si accorge che l’Unione europea non è la meraviglia che la stessa sinistra ci aveva millantato per anni. La gauche caviar che plaudeva ai sorrisini ebeti di Merkel e Sarkozy nei confronti di Berlu, si indigna per le parole dei vertici europei e dei ministri tedeschi nei confronti del bugiardissimo. Cercando di nascondere che le critiche non arrivano solo da Berlino, ma da Oslo, da Copenaghen, da Vienna, da Budapest, da Varsavia, da Lubiana. Il bugiardissimo si attribuisce meriti che non ha, e viene smascherato, e cerca di scaricare le proprie responsabilità. Un giochino che gli riesce quando, nella vicenda delle banche e dei comportamenti delle famiglie Renzi-Boschi, può contare sul servilismo della dis informazione italiana. Ma un giochino che non gli riesce più nella vicenda dei clandestini spacciati per profughi. L’Europa, tutta l’Europa, si è stufata dei comportamenti del bugiardissimo italiano e del buffone greco. Incapaci, entrambi, di frenare l’afflusso di giovani in ottima forma che non scappano da guerre o carestie ma, semplicemente, preferiscono essere mantenuti in Europa senza la necessità di lavorare. Per anni i furbetti italiani hanno lasciato arrivare tutti, pagando profumatamente le associazioni di carità a spese pubbliche, affinché si occupassero dei nuovi arrivati. Due anni di incassi garantiti per le cooperative bianche e rosse, mentre i clandestini erano liberi di trasferirsi abusivamente nel resto d’Europa. Così i caritatevoli potevano incassare anche senza dover spendere per chi era sparito. Dopo lo scandalo di mafia capitale non è cambiato nulla, come hanno documentato i tanti filmati di Striscia la Notizia sull’andirivieni senza controlli al Cara. Ovvio che gli altri Paesi d’Europa si siano stancati. Loro avevano annunciato la disponibilità ad accogliere profughi veri. E invece Italia e Grecia hanno fatto affluire un esercito di clandestini senza alcun diritto di restare. Liberissima, l’Italia del bugiardissimo, di accogliere chi vuole. Ma non di imporre agli altri le conseguenze delle proprie scelte. Se la Boldrine vuole gli ingressi liberi e senza limite, li paghi lei. Vienna e Copenaghen, Stoccolma e Zagabria, Berlino e Parigi non sono più disposte a farsi carico delle scelte delle coop italiane

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 352 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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