Hanno vinto le malelingue, ha vinto chi voleva fare del centrodestra una carcassa da spolpare invece di un fiero leone capace di vincere in Trentino. Nulla è ovviamente già deciso, ma l’esclusione di Claudio Civettini è un vero e proprio autogol della coalizione.

Il veto posto dalla Lega e ufficializzato dal segretario provinciale Mirko Bisesti rischia di minare il lavoro preziosissimo svolto nelle ultime settimane non solo dallo stesso segretario del Carroccio, ma anche dal candidato presidente Maurizio Fugatti e da Andrea de Bertoldi, che ha costruito una lista di Fratelli d’Italia più che solida per affiancare localmente il primo partito provinciale, ovvero la Lega.

Ma per arginare i consensi del centrosinistra, erano fondamentali anche i voti dei civici, perfettamente rappresentati da un politico apprezzato e stimato, anche dallo stesso Fugatti che aveva già dichiarato di non avere alcuna rimostranza sul nome di Civettini. Consensi che, con questo veto, rischiano di andare a rinforzare le due candidature – momentaneamente separate ma in continuo contatto per trovare la “quadra” – del centrosinistra autonomista.

La coalizione del cambiamento rischia di diventare un bellissimo sogno, soffocato dall’invidia e dalla paura di dover dialogare con forze vicine. “Il potere logora chi non ce l’ha” diceva un grande politico del passato recente. Evidentemente, la lezione non è stata ancora appresa.