SOSTEGNO INTERNAZIONALE: LE REVOCHE

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Sono 620 mila euro il complessivo importo che secondo quanto preliminarmente concertato dai funzionari del Servizio Solidarietà Internazionale trentino, che si recano periodicamente sui luoghi dove sono finanziate le opere di Cooperazione internazionale, sarebbero stati concessi non idoneamente a quanto presentato.

A stabilire le modalità e i tempi di recupero dello stanziato saranno ora i funzionari per conto della Giunta, che sono incaricati del controllo sulle attività delle associazioni. A farlo presente fu l’allora Assessore Lia Beltrami, prima interessata dalla revoca dei finanziamenti, poiché assessore incaricato.

Ecco le associazioni in oggetto del contesto: Iabi (Associazione italiana per gli aiuti di cooperazione allo sviluppo a favore dei bisogni internazionali con sede in via Aosta a Trento) la Usia (Associazione per l’Unione alla solidarietà internazionale ed agli aiuti umanitari sempre di via Aosta) e la Ebe Associazione per istruzione di base situata in via Verdi.

La normativa quadro, appena modificata dalla nuova Giunta, che ha in parte limitato la discrezionalità delle deliberazioni, è stata proposta a partire dal mese di Luglio scorso, quando dalle relazioni dei funzionari sono pervenute le prime segnalazioni.

Le associazioni hanno in carico, al momento della presentazione del progetto, un’operatività locale nei paesi di destinazione che interessi il Trentino (cooperazione internazionale) e un mandato per effettuare attività in Trentino che siano aperte al pubblico e non ai soci (ricaduta territoriale).

Ecco perché oltre alla realizzazione del progetto in sede “straniera” diventa indispensabile che questo interessi ditte/persone/enti che hanno sede e ragione in Trentino e che poi restituiscano attività localmente dove hanno ricevuto il finanziamento, cioè qui.

Insomma .. secondo la Normativa, come è naturale che sia da Statuto del Trentino, le attività non possono essere finanziate solo in base alla bontà del progetto, ma devono avere un valore anche per il territorio trentino.

Le tre associazioni nel mirino non hanno solo la Provincia di Trento alle spalle, ma rientrano in un contesto che coinvolge per IABI il settore finanziario, poiché la prima esperienza del gruppo fu la nascita di una Banca in Costa d’Avorio e successivamente una scuola.

USIA si presenta di fatto come un’Associazione di Promozione Sociale, ma effettua un servizio alla persona, rientra nelle competenze trasversali di Cinformi ed è però una Start – Up per stranieri per il rientro in patria e la realizzazione professionale.

Per EBE la situazione è diversa, alle sue spalle poche esperienze, la realizzazione di opere che non sono particolarmente legate al Trentino, un muro di protezione locale e iniziative un pò bizzarre, coinvolgono il Comune di Trento, Cooperazione e Consorzio Solidea per affrontare l’emergenza istruzione in Guinea Bissau, ma non si è mai sentito niente da questo ente di interesse pubblico in trentino.

Il dubbio che coglie è nella più semplice delle visioni: le opere finanziate dalla Solidarietà Internazionale per il sostegno internazionale, sono spesso delle “appunto” Start – Up, che nel merito possono avere un valore, ma non rientrerebbero alla lunga (nei percorsi pluriennali) nel settore merceologico vero e proprio degli aiuti umanitari, bensì nell’economia e nello sviluppo economico e imprenditoriale, insomma, non è il merito e la bontà ma il settore, urge una riforma, perché questi finanziamenti siano poi “tornati” al Trentino come accadrebbe con un sistema internazionale bancario a interesse zero .. poiché l’imprenditoria nei paesi poveri, benché sostenibile e monetariamente a costo “zero” non è in ogni caso “intervento umanitario”.

E’ scontro sull’operato dell’Assessorato precedente, e ci si interroga se la solidarietà non dovrebbe tornare ad essere, come è sempre stato, un lavoro per addetti alla solidarietà, delle onlus e addetti al volontariato e non un sistema regionalizzato. In altre parole i finanziamenti dovrebbero essere operazioni di banche attrezzate allo scopo, e la Regione e la Provincia non dovrebbero invece essere delle banche,

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