SPAGNA, POLONIA E GRECIA: 3 SCHIAFFI A BRUXELLES

Popoli d’Europa-Bruxelles 3-0. Non è stata la domenica ideale per gli euro burocrati cialtroni. Da Grecia, Spagna e Polonia sono arrivate 3 pappine forse inaspettate. E se in Grecia la situazione, all’apparenza più drammatica, può essere sistemata in qualche modo, Polonia e Spagna hanno bocciato senza appelli la mania dell’austerità che porta all’inevitabile disastro. I giornali di servizio italiani avevano persino sostenuto il governo madrileno dei popolari, pur di non far vincere i populisti iberici. Che, ovviamente, dei media italiani se ne fregano. Ma i nostri servizievoli organi di dis informazione parlavano di Spagna pensando all’Italia. Come è bravo Rajoy che, con l’austerità voluta dall’Europa, ha sistemato i conti, ridotto la disoccupazione e fatto crescere il Pil. Come è bravo il bugiardissimo italiano che, per far contenta l’Europa, vuole imporre un contributo di solidarietà ai ricchissimi pensionati con 2mila euro lordi al mese per creare un fondo destinato ai giovani che, in futuro, avranno pensioni da 500 euro al mese. Peccato che gli spagnoli abbiano rifiutato la logica della povertà perenne per far contenti gli euro cialtroni. Più occupati, ma sottopagati. Senza garanzie, senza futuro. Ed è interessante il dato di Barcellona dove Podemos conquista la città scalzando gli autonomisti-indipendentisti catalani troppo attenti al politicamente corretto per avere ancora un dialogo con un popolo sempre più arrabbiato. Così la sinistra alternativa di Podemos, se accetterà di fare accordi con i socialisti, prenderà anche Madrid, togliendola al partito di Rajoy. Bene anche Ciudadanos, schieramento centrista ma alternativo ai popolari. Avanti c’è posto, per chi rifiuta le logiche dei partiti espressione dei banchieri di Bruxelles. In Polonia, in fondo, si è ripetuta la medesima scena, con l’euro scettico Duda che diventa presidente della Repubblica sconfiggendo il presidente uscente Komorowski, uomo di Bruxelles. Anche a Varsavia sono stati gli esclusi a determinare l’inversione di marcia. Quelli che in Italia non votano e stanno a casa a lamentarsi e che, negli altri Paesi, determinano il cambiamento. Una Polonia che, con la sua russo fobia, rappresenterà un problema in questa parte d’Europa, ma che sulla politica interna proverà ad assomigliare all’Ungheria di Orban. Infine Atene, con la dichiarazione dell’impossibilita’ di ripagare la rata del debito. Mancano i soldi, hanno spiegato i greci. Bruxelles spera sia solo un gioco delle parti per ottenere di più, e può anche essere così. Ma in ogni caso la politica di austerità imposta dall’Europa si è dimostrata fallimentare anche ad Atene. Se il Paese non cresce, i soldi per pagare il debito non ci sono. E non si cresce mettendo alla fame le famiglie, impedendo ai bambini di mangiare e di studiare, impedendo agli anziani di curarsi. Gli analisti di servizio garantiscono che l’eventuale default di Atene, con uscita dall’euro, non sarebbe un problema. Ennesima menzogna. Per la sola Italia il mancato pagamento del debito greco significherebbe un buco da 40 miliardi. Che verrebbe pagato dai sudditi del bugiardissimo.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 352 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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