SUL CONTINUO DEGRADO DELLA NOSTRA TRENTO

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La città di Trento, nel corso di questa legislatura, ha vissuto un continuo trend di crescita delle problematiche di sicurezza e vivibilità urbana che hanno evidenziato l’incapacità dell’attuale Amministrazione di adottare una complessiva politica in materia in grado di contrastare i fenomeni di microcriminalità e illegalità. I dati disponibili non lasciano spazio a interpretazioni.  I delitti nel comune di Trento nell’anno 2013 sono aumentati del 10%, con un impennata dei furti, più 17%, e dei reati connessi alla produzione e al traffico di stupefacenti, più 57%.  Anche dal confronto del Sole 24 Ore con gli altri 106 capoluoghi di Provincia, emerge con chiarezza che Trento non è assolutamente un isola felice; come qualità della vita, siamo infatti, ad esempio,  56esimi per scippi e borseggi, 37esimi per furti in abitazione, con un forte incremento della variazione totale dei reati 2007/2013 che ci pone al 56esimo posto della classifica.

All’immobilismo della nostra Amministrazione comunale si somma purtroppo l’incapacità del Governo Renzi che evidentemente non agevola l’operato degli Amministratori locali; una scellerata politica buonista sull’immigrazione, l’abolizione del reato di immigrazione clandestina e la depenalizzazione di alcuni reati “lievi”, lievi evidentemente non per chi li subisce, sono azioni che determinano chiaramente un peggioramento delle problematiche di coesione sociale e sicurezza urbana. Purtroppo la sinistra, sia a livello locale che nazionale, non è culturalmente attrezzata per affrontare e risolvere questi problemi in quanto sempre orientata ad occuparsi di come riabilitare Caino, presunta vittima della società che lo ha costretto a delinquere, anziché pensare a come difendere Abele; ovvero, per esemplificare, l’immigrato clandestino che compie una rapina non è carnefice ma in un certo qual modo vittima che è stara costretta a delinquere dalla società, quindi la sua responsabilità non è personale ma se ne deve fare carico l’intera collettività.

Ritengo dunque importante, in questo quadro, ribadire quelle che sono le proposte di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale per il comune di Trento. La nostra alternativa prevede l’adozione di una politica complessiva per la sicurezza urbana che abbia il suo coordinamento nell’Assessorato comunale alla sicurezza urbana e Polizia Locale, assessorato che, in un ottica di riduzione dei costi, potrebbe essere collegato ad altre deleghe. La presenza di un Assessore competente, consentirebbe di dare risposte coordinate e precise alle singole problematiche, individuando di volta in volta la soluzione migliore. Fondamentale risulta poi una valorizzazione della Polizia Locale a tutela della sicurezza urbana , prevedendo l’introduzione dell’unità cinofila per il contrasto dello spaccio di droga in coordinamento con le Forze di Polizia, e l’eliminazione di quei servizi di viabilità non strettamente necessari in favore di servizi mirati al controllo del territorio e di tutela del cittadino.  Servono poi misure mirate sulle singole problematiche presenti nella nostra città, dall’accattonaggio al collegato fenomeno degli accampamenti abusivi, dalla prostituzione giornaliera su strada alla vivibilità dei parchi cittadini. Queste problematiche potrebbero avere veloce soluzione in una città di dimensioni ridotte come Trento e mi limito in questa sede ad approfondire il tema dell’accattonaggio.  L’accattonaggio in città è purtroppo un fenomeno organizzato che crea una situazione di illegalità diffusa anche perché strettamente connesso con le occupazioni abusive che sono presenti sull’intero territorio comunale. Contrastare l’accattonaggio significa dunque contrastare lo sfruttamento e le occupazioni abusive. Attualmente il Regolamento di Polizia Urbana prevede una sanzione amministrativa pecuniaria in caso di accattonaggio in zone sensibili, quali chiese e ospedali, misura tuttavia inadeguata in quanto le sanzioni non vengono pagate e i controlli della Polizia Locale risultano dunque esclusivamente un perdita di tempo. La soluzione è semplice, veloce, e a costo zero, basterebbe estendere il divieto sull’intero territorio comunale, prevedere la sanzione accessoria del sequestro del denaro oggetto dell’attività illecita e predisporre giornalieri servizi di controllo in borghese della Polizia Locale. Purtroppo manca la volontà, e questo, come altri fenomeni di illegalità, continueranno in questo modo a crescere nell’indifferenza dell’attuale Amministrazione.

dott. Manfred de Eccher

Consigliere comunale di Trento

Responsabile provinciale Dipartimento Sicurezza Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale

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