Taglio dei parlamentari? Un tranello per Salvini e Meloni

E’ in arrivo un’altra fregatura. Confezionata con tanto di nastro della demagogia grillina. In settembre ci sarà la quarta, definitiva lettura della legge costituzionale che taglia 345 parlamentariBene – pensa l’uomo della strada indottrinato a credere che i mali dell’Italia siano colpa della politica- tutti soldi risparmiati!. Se davvero fosse così, perché tagliarne solo 345 e non tutti, lasciando solo un parlamentare per partito che con voto ponderato decida leggi e governi?

Sai quanti soldi si risparmierebbero! Specchietti per le allodole e ragionamenti del curucucù.
Sull’onda dell’antipolitica sono stati tagliati i vitalizi, i consiglieri regionali e comunali e abolite -si fa per dire- le province, ma la spesa pubblica continua a crescere, a dimostrazione che non sono i costi della politica il problema. E allora perché insistono?
La verità è che vogliono ridurre i margini della democrazia e scoraggiare chi vuol fare politica. Vogliono che i rappresentanti del popolo siano sempre meno e meno pagati per poterli meglio controllare. E così hanno dato a bere che in Italia ci sono troppi parlamentari. 

Ma per capire se è vero esiste un metodo matematico. Basta trovare il quoziente di rappresentanza dividendo la popolazione per il numero di parlamentari e consiglieri vari. Fatta questa operazione risulterà che l’Italia è nella media dei paesi sviluppati. Quindi si tratta di un falso problema. 
Tuttavia i partiti si sono accodati alla demagogia grillina anche sul taglio dei parlamentari che a settembre potrebbe diventare legge.

E dove sta allora la fregatura? Sta nel fatto che se la legge passasse e il Pd, come annunciato, promuovesse un referendum confermativo, Mattarella non potrebbe più sciogliere le camere fino alla sua celebrazione in quanto non si saprebbe quanti parlamentari eleggere. Un modo come un altro per impedire al popolo di votare e mantenere in Parlamento i rapporti di forza che sono stati rovesciati alle europee in favore del centrodestra.
Meloni, Salvini…non cascateci!