UN NATALE DIFFICILE, IN UN ANNO DIFFICILE, MA PUR SEMPRE NATALE

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Siamo giunti alla Vigilia di Natale, il 24 Dicembre dell’anno 2014, tutto è luccicante e splendente, anche l’animo, nonostante tutto, è natalizio. Dopo un anno difficile, molto duro, per tutti gli italiani, la speranza di ripartire con uno spirito diverso e con delle novità viene contrastata dalle notizie di cronaca e di attualità che lasciano un grande amaro in bocca.

Mai come oggi, anticamera della festa, si possono enumerare, a rigor di cronaca, tutti i problemi che attanagliano l’Italia: bassezze, disoccupazione, crisi europea, terrorismo nazionale e internazionale, povertà, omicidi in famiglia, stupri e violenze, terremoti, corruzione, incidenti. “E quindi uscimmo a rimirar le stelle” con la speranza che la cometa, di passaggio in questi giorni, “Lovejoy” possa almeno rallegrare la notte, tra le stelle di Natale. Ma la cometa e le stelle sono sufficienti per far Natale?

Un anno che si chiude con le feste, come si deve, comunque, cercare di fare, per non mollare la presa su una situazione che si presenta decisamente delicata, per tutti. Delicata ma non impossibile: per ogni problema esiste una soluzione.

Qualcosa si muove, “Gesù non nacque tra le stelle, ma in una stalla”, per chi ci crede; le speranze del Natale ci possono essere, esse stanno nella partecipazione alla società, nella buona politica, nella capacità di stare al centro del gioco con un ruolo positivo, costruttivo e capace di rendere giustizia, merito e valore ai cittadini che si vanno a rappresentare.

Il compito del Natale, di viverne lo spirito anche dopo, spenti gli alberi e rimosse le luminarie, è quello di concentrarsi di più sull’uomo, sulla persona, sul valore identitario di ognuno e sul suo rispetto per se stesso e per gli altri, perché sono il lavoro, la casa, la dignità, l’onestà, la correttezza, la giustizia, che distinguono l’uomo dal non uomo.

Un anno in cui sono stati tanti i non – uomini ad aver deciso del futuro degli uomini, ecco l’errore che con il pensiero sano del Natale, dovremmo cercare, per il futuro, di correggere. Un Natale da persone, con famigliari, affetti o passioni, che diventi il nucleo propulsore di idee buone, idee sane, idee che facciano bene alle persone, agli italiani, alla gente, al popolo.

Propulsori di stile, ma anche di rispetto, di crescita, ma anche di riconoscimento. Uno spirito che, se non ci sarà, non aiuterà ad uscire dalla gabbia politica e sociale che ha attanagliato, insieme al destino, pur sempre variegato, l’Italia del 2014.

Insieme a Samantha Cristoforetti, il successo italiano di questo periodo, vi sono molte altre missioni che dovrebbero avere lo stesso destino, essere vincenti, riuscire nell’intento di portare avanti una intera nazione, non solo tifandola ai Mondiali di calcio, non solo portandone le brutture sui rotocalchi. Un Natale difficile, in un anno difficile.

Con i migliori auguri di Liete Festività a tutti i lettori di Secolo Trentino.

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