USA, INNOCENTE DOPO 26 ANNI DI CARCERE

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Sulle spallle di Glenn Ford, accusato di avere ucciso un gioielliere, Isadore Rozeman, 56 anni, durante una rapina ed imprigionato nel lontano 1988, pesano ben 26 anni di carcere federale e numerosi vani tentativi di dimostrare la sua innocenza. Questo fino a pochi giorni fa. Lunedì 10 Marzo infatti un giudice della Louisiana, dopo aver raccolto nuove prove che confermano la sua versione dei fatti, riesce a scagionarlo.

L’avvocato spiega come il processo di accusa fosse impregnato di errori ed incapacità giudiziaria, sottolineando come la giuria di “soli bianchi” si fosse superficialmente basata su prove inconsintenti ed informazioni non determinanti, ricordando in particolar modo il mancato ritrovamento dell’arma del delitto. “Glenn non avrebbe nemmeno mai dovuto essere arrestato” sentenzia il Giudice.” non ha partecipato e non era nemmeno presente durante la rapina”.

Tra i numerosi detenuti destinati al braccio della morte vittima di processi incoerenti, ben 144 dalla fine degli anni novanta, Glenn è quello che ha scontato ingiustamente la pena maggiore mai inflitta. Da non dimenticare è inoltre un recente caso similare, quello di Anthony Grave, anch’egli destinato alla sedia elettrica, scagionato dal vero mandante dell’omicidio che, poco prima di finire nel braccio della morte, confessa di averlo coinvolto ed accusato senza motivo, nel tentativo di raggiungere uno sconto di pena.

Quasi trent’anni di vita negati. Ora Glenn non è più dunque il “Killer”, così definito dagli accusatori ventisei anni prima, ma l’ultimo dei tanti innocenti, destinati senza colpa alcuna al braccio della morte e che si troverà adesso di fronte all’arduo compito di ricostruire i pezzi rimasti di una vita ormai distrutta da un maldestro errore giudiziario.
“La mia mente va in mille direzioni diverse perché sono stato rinchiuso per quasi 30 anni per qualcosa che non ho mai fatto. Non posso tornare indietro e fare quelle cose che avrei potuto fare a 40 anni. Mio figlio era un bambino quando mi hanno arrestato, adesso è un uomo adulto con dei figli”.

Sono le sconfortanti parole di un uomo vittima del crudele sistema punitivo Statunitense che, nonostante l’evolversi della società, del welfare e la graduale diffusione dei diritti umani, si ostina in risposta alla criminalità a mantenere consuetudini e risposte spesso “mediovali”. Ridicolo sarà inoltre il risarcimento promosso dallo Stato che non potrà superare i 330mila Dollari (poco più di 230 mila Euro) i quali non potranno di certo colmare il vuoto lasciato da quasi trent’anni di vita negati ad un uomo innocente.

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Luca Bazzanella

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