Haiti, senatori in missione contro voodoo e zombie

0
95
[Photocredit: quotidiano.net]

Allarme voodoo ad Haiti: i sacerdoti di questa religione d’origine africana sarebbero colpevoli di zombificazione. Quale pena si può infliggere allora agli zombificatori? Per comprenderlo un gruppo di senatori di Haiti – incaricati di riformare il codice penale – sono andati in trasferta in Africa, per la precisione in Benin, a caccia di una risposta nelle terre d’origine delle credenze nello spirito e nell’invisibile.

E appunto dal Benin partirono – come schiavi – i loro antenati e lì il voodoo è tuttora religione ufficiale. “Siamo qui per vedere come i fenomeni irrazionali sono affrontati sul piano della giurisprudenza”, spiega Jean Renel Senatus, il parlamentare a capo della missione.

Lo strano viaggio è partito dalla statua di Toussaint Louverture, lo schiavo afroamericano che guidò la rivolta anti-francese di Haiti culminata nel 1804 nella proclamazione del primo Stato nero indipendente. La scultura non è lontana dalla Porta del non ritorno – a Ouidah, nel Benin – da dove presero il mare in catene dieci milioni di africani e il voodoo andò alla conquista di Haiti, del Brasile e della Louisiana.

Ma perché i senatori haitiani hanno percorso al contrario la rotta degli antenati? Cercavano lumi su come gestire i crimini legati alle pratiche occulte. Nelle bidonville e nelle aree rurali di Haiti, dove l’autorità dello Stato è impalpabile, i contenziosi sono risolti spesso con l’aiuto di sacerdoti e stregoni. E più volte si è indagato su pozioni di tetrodossina secreta dal pesce palla o altre droghe paralizzanti somministrate per provocare la morte apparente della vittima e poterne poi disporre a piacimento come zombie, annullandone la volontà e rendendola schiava.

Nonostante nella legislazione del Benin non siano previste sanzioni specifiche per i riti voodoo, i senatori haitiani hanno detto di aver raccolto elementi utili durante la loro missione. Uno degli antidoti individuati sarebbero i Consigli dei saggi, organismi composti da anziani e sacerdoti ai quali nei villaggi africani è riconosciuto un ruolo chiave per dirimere i conflitti. “Qui le comunità rispettano la tradizione mentre nel nostro Paese non è più così” si sono sorpresi i senatori, che hanno dato la colpa ai “condizionamenti della vita moderna” e alla “vicinanza agli Stati Uniti”.

Comments

comments