ALBA DORATA: IN GRECIA RINVIO A GIUDIZIO PER I 72 MEMBRI

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Rinvio a giudizio per i 72 membri di Alba Dorata, tra cui il leader Nikos Michaloliakos e tutti i deputati della precedente legislatura. Dopo una lunga serie di discussioni per la raccolta dei materiali di origine investigativa l’accusa è di appartenere a un’organizzazione criminale dedita a estorsioni, aggressioni a sfondo razziale e tentati omicidi.

Rispetto a quanto fino ad ora detto, va precisato che, l’indagine per l’organizzazione è stata frutto di una denuncia per la politica condotta contro l’entrata in Europa della Turchia, specificamente in seguito a dichiarazioni inerenti l’opportunità di creare una cinta armata e controllata contro l’immissione di profughi e di migranti non regolari.

Solo in seguito è stato inserito nel “faldone” dei capi di imputazione citati dal procuratore, l’omicidio del giovane musicista Pavlos Fyssas, ucciso il 18 settembre del 2013. Rivendicato pochi giorni dopo con il duplice omicidio di due militanti dell’organizzazione.

Alba Dorata ha avuto un percorso storico molto lungo, fino ad approdare (similmente ad altri partiti nazionalisti di destra) come terzo partito alle ultime elezioni con 3 seggi alle Europee. Malcontento o normale subentro politico?
Al momento attuale, tuttavia, per la destra nazionale non sembra esservi discesa: Alba Dorata e i suoi deputati dovranno affrontare il processo anche se sono stati rieletti in questa legislatura. Sette dirigenti del partito, tra cui il fondatore e leader Michaloliakos, sono in carcere.

Alle Elezioni europee 2014 la Corte costituzionale si pronunciò per la possibilità di essere candidabili, presumendone quindi la legalità. Ora, al contrario ecco quanto emerge. Le accuse mosse ad Alba Dorata: omicidio, tentato omicidio, porto illegale di armi e partecipazione a un’organizzazione criminale.

 

Un partito che si ispira all’ideologia del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi. Fondato nel 1868 dai boemi dell’Impero Austro-Ungarico e nella massima espansione partitica nel 1933 con 700 mila iscritti volontari, numericamente contò 8.500.000 aderenti in seguito all’obbligo di iscrizione al partito, con alla guida Adolf Hitler, nel Terzo Reich, eletto Cancelliere di Germania.

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