AU PAIR … LONDON

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Mai pensato di provare un’esperienza nuova? Andare all’estero per un po’? Probabilmente ad ognuno di noi è venuta almeno una volta quest’ idea, ma solo in pochi l’hanno intrapresa veramente .
C’è stato chi non voleva lasciare amici e parenti, chi non sapeva bene che cosa avrebbe potuto trovare e chi, semplicemente perchè non aveva le possibilità economiche. Beh, se non appartenete alle prime due categorie vi assicuro che il problema non esiste più. Certo non dico fare un’esperienza all’estero e soprattutto a Londra sia economico anzi, ma forse potrebbe essere meno costoso di quanto pensiate. Partiamo dalle basi; innanzitutto la spesa più consistente che si ha, se si va all’estero , è sicuramente l’appartamento perchè si sa che non vivere a casa con mamma e papà costa e poi oltre a questo, incideranno tanto anche i costi di trasporto, il vitto e spese varie. Ma avete mai sentito parlare di “au pair”? Probabilmente no, ma tranquilli anch’io pensavo fosse la marca di qualche elettrodomestico fino a qualche tempo fa. Il termine “Au pair” è la parola francese che significa“reciprocità”. Si perché a Londra, come in altre città inglesi, c’è la possibilità di passare un periodo di tempo, che solitamente è superiore ai tre mesi, presso una famiglia dove si viene accolti come membri, e in quanto tali in cambio dell’ospitalità è richiesta la disponibilità a fare qualche semplice lavoretto domestico o portare i figli della famiglia a scuola, nulla di estremamente difficile o impegnativo ve lo posso garantire. Questo lo si può considerare a tutti gli effetti un lavoro part-time, ed oltre che a non dover pagare vitto ed alloggio, la famiglia ospitante vi pagherà pure un fisso per le vostre spese extra .
Penso che questo sia il miglior modo se si vuole provare ad imparare una lingua sul posto, ma senza avere troppe spese. L’ ”au pair” inoltre, ha a disposizione gran parte della giornata durante la quale può dedicarsi alle proprie attività, o scegliere di frequentare un corso di lingua visto che vi sono numerosi istituti che offrono corsi gratuiti se si è“au pair” appunto. Ovviamente questo non è solo un modo per passare un po’ di tempo fuori casa, ma è sicuramente una gran bella possibilità che purtroppo, in Italia non è ancora così tanto conosciuta a differenza di altri paesi europei. Alla fine del vostro periodo, questa attività vi verrà riconosciuta come esperienza di lavoro all’ estero, cosa che di certo in un periodo come questo, non è affatto male.

Sara Pellegrini

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