Bordonali (Lega): “Sui migranti rispediti, pronti a chiudere anche gli aeroporti”

photocredit: Lega Lombarda- Lega Nord

La deputata della Lega Simona Bordonali, è intervenuta stamane ai microfoni della radiotrasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus, per parlare della delicata questione delle ong e dei migranti.

In merito alla vicenda della ong Sea Watch che ha presentato un ricorso al Tar per impugnare il blocco del Viminale, Simona Bordonali ha dichiarato: “attraverso il decreto sicurezza abbiamo finalmente la possibilità di bloccare queste Ong. Oggi il numero degli sbarchi è diminuito, però il decreto sicurezza bis va nella direzione di limitare ulteriormente questo traffico di esseri umani. Nel momento in cui ci sono problemi per le persone a bordo, l’Italia ha sempre risposto prontamente facendo sbarcare e prestando la massima attenzione a chi aveva problemi. Queste persone vengono raccolte a poche miglia dalla Libia e il porto sicuro più vicino alla Libia non è né Lampedusa né qualunque altro porto italiano. C’è la Tunisia, c’è Malta. Queste ong sono di proprietà straniera e sono sempre battenti bandiera straniera, quindi le responsabilità se le devono prendere i Paesi di provenienza di queste ong”.

Proseguendo nel suo intervento la deputata della Lega ha parlato anche dell’inchiesta di Repubblica che in un reportage ha rivelato come la Germania riporti in Italia i migranti via aereo: “E’ una situazione assolutamente vergognosa, sia per come sono state rimpatriate queste persone senza avvisare l’Italia e sia per come queste persone sono state trattate. Salvini l’ha già detto, siamo pronti a chiudere anche gli aeroporti. La situazione va verificata nel dettaglio. Dall’inchiesta giornalistica sembrava che altri 40 migranti fossero pronti ad essere mandati in Italia, ma la notizia è stata smentita dal ministro tedesco. La democratica Germania della Merkel sui migranti ha preso sempre una posizione ben definita sul fatto che i migranti doveva tenerseli l’Italia. Va rivisto il trattato di Dublino. L’Italia non può raccogliere tutti i problemi di coloro che sbarcano sul nostro territorio. Adesso abbiamo una nutrita compagine a livello europeo e faremo sentire ancora di più la nostra voce”.