#BURNISISFLAGCHALLENGE, TRE LIBANESI HANNO LANCIATO LA CAMPAGNA CONTRO L’ISIS

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Centinaia di musulmani nelle ultime ore stanno manifestando tutta la loro collera contro lo Stato Islamico. E dopo i primi video di protesta possiamo parlare di una vera e propria catena che ha inondato la Rete. I musulmani lanciano una sfida proponendo la loro versione dell’Ice Bucket contro Israele e bruciano la bandiera del gruppo terroristico. Numerosi i video e le foto che sono apparsi su Twitter su YouTube e sui vari social network. Immagini molto dure che mostrano attivisti americani in Libano dar fuoco alla bandiera jihadista nera.  ”L’ondata di disgusto viene dopo le decapitazioni nauseanti di due giornalisti americani che sono stati anche denunciati dall’odio religioso Abu Qatada” (Fonte). I primi video fanno capo a un gruppo di studenti in Libano.
Anche a Londra gruppi musulmani organizzati hanno manifestato la loro rabbia bruciando la bandiera dello Stato Islamico. Outrage è il nome del movimento che utilizza le hastags#BurnISISFlagChallenge e #BurnISIS.
E proprio in queste ore una foto scattata a Londra e pubblicata su Twitter sta facendo il giro del mondo. L’immagine mostra un gruppo di manifestanti che incendiano una bandiera. Il messaggio è chiaro: “La versione del mondo arabo dell’Ice Bucket sfida”.
Una seconda foto riprende una donna di mezza età che tiene in mano una bandiera consumata dalle fiamme. Il commento che accompagna l’immagine urla: “Bruciate quella bandiera! Uccidete gli sbandieratori!”. Non solo foto ma anche video su YouTube. Uno in particolare che ha già superato le 100.000 visite invita la gente a seguire l’esempio e fare lo stesso: “Io nomino tutto il mondo per la #BurnISISFlagChallenge. Avete 24 ore, Forza!”.
Va puntualizzato che anche Qatada, recentemente estradato dalla Gran Bretagna in Giordania con l’accusa di terrorismo, ha condannato le tattiche barbare impiegate dallo Stato islamico.
Parlando ai giornalisti sulle decapitazioni di James Foley e Steven Sotloff, ha detto: “I giornalisti non dovrebbero essere uccisi perché sono messaggeri della verità”. (Fonte)

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