Conte al G7 sfida con Trump la diplomazia eurocrate

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Italian style, raffinatezza e un modo di fare politica che ricorda tanto quella del Presidente Trump. Il Presidente degli Stati Uniti è rimasto così tanto piacevolmente colpito al G7 in Canada da Giuseppe Conte, nuovo premier populista italiano, che l’ha invitato senza esitazioni a Washington.

Conte ha infatti ricordato a tutti i presenti che rappresenta gli interessi degli italiani e farà il possibile per riaprire un dialogo con Mosca dato che il popolo italiano ha “una sensibilità particolare per Mosca”. Una sensibilità del resto ricordata varie volte da Putin, il quale anche in occasione di Expo 2015 aveva ricordato a Matteo Renzi la storica vicinanza del popolo italiano a quello russo, purtroppo senza successo.

Il vertice del G7 è risultato così spaccato tra i leader populisti Trump, Conte e May contro gli altri grandi, quest’ultimi costretti a temporeggiare di fronte a questo inedito trio che rilancia il ruolo dell’Italia quale alleata strategica degli USA nel Mediterraneo. “Prima i nostri elettori”, è questo il forte messaggio di cui si sono fatti portatori i tre leader mondiali e in questo caso Conte ha saputo benissimo svolgere il suo ruolo di Presidente del Consiglio italiano.

La proposta di Trump di riammettere la Russia come membro del G7 è stata sostenuta da Conte e da May. Il primo è stato pesantemente criticato dai vari leader europei, da qui la frase sulla necessità di seguire le esigenze del proprio popolo, la seconda, sulla stessa riga di Conte, ha aperto alla Russia purché non vi fossero nuove interferenze di Mosca su Londra.

In vari modi Emmanuel Macron e Angela Merkel hanno cercato di aggraziarsi il Premier Conte, arrivando anche a chiedergli cosa facesse prima della nomina. “Quale materia insegni all’Università?” gli hanno domandato. Risposta lapidaria: diritto.