Giorni, ore, attimi duri e pesanti quelli che hanno caratterizzato il Consiglio europeo. Che ha visto anche una diatriba tra Macron e il Premier Conte, chiamato per la seconda volta a fare le veci del nostro Paese durante un impegno internazionale di rilievo.

Già una volta il Presidente del Consiglio aveva manifestato la volontà di non accettare passivamente quanto richiesto dall’Europa, quando ad esempio ha fatto sì che la Merkel ritirasse il documento sulla gestione dell’immigrazione minacciando di non presentarsi  – e quindi di non approvarlo – al Consiglio europeo.

Nella notte invece, a rimanere scontento, è stato il presidente francese Macron. Dopo il veto dell’Italia sul documento uscito dal Consiglio, fonti presenti al Consiglio riferiscono che il capo dell’Eliseo abbia reagito in malo modo, alterandosi e alzando la voce contro il Presidente del Consiglio. Una reazione poco diplomatica e anzi piuttosto arrogante, ma il personaggio Macron prevede anche questo.

Conte, con una calma olimpica, non ha reagito alle offese ma ha continuato ad esporre i motivi per i quali la risoluzione inizialmente uscita dal Consiglio europeo non poteva essere considerata sufficientemente favorevole all’Italia. Non solo: per nulla intimorito dalla reazione nevrastenica di Macron, il capo del Governo Legastellato ha tentato di trovare un accordo non più con gli altri leader europei escludendo la Francia, ma parlando esclusivamente con l’enfant prodige della politica francese.

Dopo qualche ulteriore battibecco e qualche rilancio propositivo, alla fine Italia e Francia escono allo scoperto con un piano da loro proposto (comprendente dei centri di accoglienza a base volontaria, con finanziamenti e personale europeo e che coinvolgano tutti gli stati dell’Unione) chiedendo l’appoggio degli altri paesi. L’ennesima vittoria politica di Conte, sostenuto dal Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, passa proprio da questo: non solo la difesa degli interessi nazionali, ma anche un dialogo continuo con quegli Stati che una volta “ridacchiavano” dell’Italia. Conte 2 – 0 Merkel/Macron