CRIMEA: 16 MARZO REFERENDUM, UE O RUSSIA?

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Il 16 marzo, con due settimane di anticipo rispetto alla data prevista, gli abitanti della Crimea si troveranno a scegliere: rimanere parte dell’Ucraina, oppure aderire alla Federazione Russa?
Ieri, il Parlamento della Crimea ha votato all’unanimità una mozione in favore dell’adesione della penisola alla Russia. La consultazione è stata anticipata e modificata nei contenuti: in precedenza si era parlato del 30 marzo e si sarebbe dovuto votare solo su un rafforzamento dell’autonomia. La richiesta di annessione, accettata da presidente russo Vladimir Putin, imprime un’accelerazione agli eventi.

La decisione del Parlamento non è sorprendente: la Crimea infatti è abitata da cittadini in maggioranza russi e russofili e che hanno manifestato la volontà di staccarsi dall’Ucraina fin dall’inizio della crisi che ha investito il paese.

“La regione autonoma ucraina della Crimea adotterà il rublo russo come valuta e nazionalizzerà tutte le proprietà dello Stato ucraino sul territorio”, queste le parole di Rustam Temirgaliyev, primo viceministro della Repubblica Autonoma della Crimea. “Tutte le imprese statali ucraine saranno nazionalizzate e diventeranno proprietà della Crimea autonoma”, ha continuato il viceministro.

“La Crimea è e resterà Ucraina; la Russia ritiri i militari e non supporti le forze che vogliono dividere l’Ucraina”, ha detto il premier ucraino Arseni Iatseniuk dopo la riunione coi leader Ue.

Il ministro dell’Economia ucraino Pavlo Sheremeta intervenendo in una conferenza stampa a Kiev ha definito “incostituzionale” la possibile adesione alla Russia. La giustizia ucraina ha emesso mandati d’arresto per il premier e per il presidente del parlamento della Crimea, Sergei Aksyonov e Vladimir Konstantivov. I due, il cui potere non è riconosciuto da Kiev, sono a capo delle istituzioni della penisola che stanno portando la Crimea tra le braccia della Russia con il referendum.

“Il referendum proposto sul futuro della Crimea violerebbe la costituzione Ucraina e viola anche il diritto internazionale” ha affermato Barack Obama.  “Sono fiducioso che lavoreremo assieme ai nostri alleati in Unione Europea per reagire contro l’aggressione russa all’Ucraina”, ha aggiunto il presidente statunitense.

“La decisione di indire un referendum sullo status futuro del territorio è contrario alla Costituzione ucraina e è quindi illegale”. Questo è quanto si è sottolineato nella conclusione del vertice straordinario europeo sull’Ucraina.

L’Unione Europea ha inoltre deciso di sospendere i negoziati sui visti e sulla cooperazione con Mosca e valuterà il congelamento di asseti finanziari e il bando ai viaggi se non si avvierà un dialogo con le autorità ucraine, ha annunciato il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy.

I capi di Stato e di governo europei hanno anche avvertito la Russia che se “destabilizzerà ulteriormente” la situazione ci saranno “conseguenze di vasta portata” nelle relazioni con l’Unione.

Il dipartimento di Stato americano ha imposto un divieto di concessione di visti per funzionari russi e ucraini che hanno rivolto una “minaccia alla sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”. Intanto, sei caccia americani sono arrivati in Lettonia nelle ultime 24 ore. Per Obama “la Russia continua a mantenere le sue basi militari in Crimea e può continuare a farlo, se però rispetterà anche l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina”.

Marianna Di Piazza

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