CRISI UCRAINA, L’UTOPIA DELL’UNIONE EUROPEA

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L’Ucraina è la nuova crisi provocata dalle politiche estere targate Obama-Ashton. L’idea, che sarebbe bastato appoggiare i nazionalisti e indipendentisti ucraini contro il governo Yanukovich affinché lo stesso firmasse l’accordo di adesione dello stato ucraino all’unione, si è rivelata alquanto azzardata. Si è giocato sul filo di lana, intervenendo come da abitudine consolidata negli affari interni di uno stato sovrano, ignorando la posizione geopolitica e storica dell’Ucraina.

Ecco quindi lo slancio di utopia che ha colpito lor signori, ovvero immaginare, che la Federazione Russa avrebbe rinunciato a influenzare il principale stato cuscinetto tra essa e l’unione con estrema facilità, è stato a dir poco utopistico. In Ucraina storicamente risiede la culla del futuro stato russo e in Kiev l’antica capitale della Rus’ di Kiev. I russi considerano lo stato di Kiev come la culla culturale e storica della propria nazione, rinunciarne sarebbe perdere parte della propria identità.

Gli interessi russi nell’area non sono solo storici e culturali. La flotta militare della superpotenza russa è ancorata sulle sponde della Crimea, dove inoltre risiede gran parte della minoranza russa in Ucraina. Flotta di grande importanza per Putin nello scacchiere mediterraneo, schierata da questi a difesa di Assad durante la crisi siriana.

Le regioni del sud-est ucraino, tradizionalmente filorusse definiscono i ribelli di Kiev delinquenti e gridano al golpe. Venti di secessione spirano nel sud del Paese. A Sinferopoli un comando filorusso è entrato nel parlamento e chiede che sia indetto un referendum per l’annessione alla Russia. Putin invece ha ordinato massicce esercitazioni al confine con la Crimea, mostrando i muscoli. Un’invasione da parte russa è molto improbabile ma non impossibile. La Russia, prima di un’invasione armata, ha molti altri assi nella manica.

Un asso l’ha giocato ieri congelando il prestito da quindici miliardi che aveva concesso al governo Yanukovich. L’economia ucraina è vicina a tracollo, la ribellione ha aggravato la crisi che l’aveva colpita. Inoltre gli ucraini dipendendo per oltre l’70% dal gas russo. La Federazione Russa quindi le carte da giocare le ha e la partita non è finita. L’unione Europea e l’amministrazione Obama si sono spinte oltre il limite consentito nella loro utopia e Ora la situazione è sfuggita di mano ai grandi diplomatici della Ashton.

La conclusione di tutto questo?La dimostrazione che l’Unione Europea dipende ancora tanto dagli Stati Uniti e sono incapaci di avere una politica estera da super potenza internazionale. Un’Unione Europea incapace di liberarsi dall’influenza americana quindi di intraprendere un cammino di politica estera e diplomatica indipendente dagli interessi americani.

L’Europa deve guardare a est come opportunità di un Unione Euroasiatica capace di fare da contrappeso ai grandi poteri americani e cinesi. L’indipendenza europea passa necessariamente da un Unione Europea vicina alla Russia e al ritorno agli antichi e tradizionali valori europei. Ora l’unico portavoce di questi valori è Wladimir Putin.

Armando Travaglini

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