EBOLA IN ITALIA? MONITORATI SOLO GLI SPOSTAMENTI NEI TERRITORI INTERESSATI

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Dopo le numerose preoccupazioni  di questi giorni espresse dai media nazionali ed europei sulla possibile propagazione dell’ Ebola anche nel nostro continente, il ministero della salute rassicura gli Italiani sulle remote possibilità di diffusione della febbre emorragica, sia a causa della lontananza dell’epidemia, concentrata principalmente in Guinea e con sporadici sospetti isolati in Liberia, Senegal e Mali ed a causa della difficoltà di contagio che, secondo gli esperti, non sarebbe possibile per via aerea ma solo per contatto diretto con i soggetti  infetti. CLICCA QUI ECCO I DATI MINISTERIALI

Sul continente africano invece la situazione è tutt’altra. La paura per l’epidemia spinge infatti molti Paesi a chiudere le frontiere ed a rafforzare i controlli sanitari per difendersi dal contagio.

Le autorità Senegalesi hanno dunque decretato la chiusura, fino a nuovo ordine, dei valichi di frontiera con la Guinea in determinate regioni nel sud est del Paese, mentre il Marocco ha annunciato un rafforzamento dei controlli sanitari alle frontiere, in particolar modo all’aeroporto di Casablanca e L’Arabia Saudita ha annunciato la sospensione della concessione di visti per i pellegrinaggi alla Mecca dei fedeli che provengono dalle zone colpite.

Anche per i più previdenti Paesi Europei è scattato inoltre il codice rosso negli gli aeroporti di Parigi, Bruxelles, Madrid, Francoforte e Lisbona, frequenti destinazioni e scali dei voli provenienti dall’Africa.

Si sarà ricordato il nostro Ministero della salute, nel tranquillizzare la popolazione Italiana, che il nostro Paese è forse ancora più esposto ai flussi migratori dall’Africa rispetto alle capitali europee e che spesso, nel nostro caso, gli spostamenti non sono facilmente gestibili come in un aeroporto internazionale? Il flusso di migranti infatti non proviene esclusivamente dal nord Africa e dalle zone colpite dai più recenti conflitti ma raccoglie una promiscuità di popoli che giungono nel nord del Continente da ogni parte del “corno d’Africa” con lo scopo di cercare un futuro migliore altrove, intrecciando una mescolanza di diverse  lingue, tradizioni, culture ma spesso anche di malattie e virus ai quali gli anticorpi nostrani non sono abituati.

Va ricordato inoltre che non è stato ancora scoperto né un vaccino efficace, né una possibile cura per il virus dell’ Ebola, che rimane al giorno d’oggi una delle malattie più atroci e con il più alto tasso di mortalità. Una minaccia di questo tipo non va dunque sottovalutata né dall’Unione Europea, né soprattutto dal nostro governo che dovrebbe forse iniziare a studiare, in un futuro si spera non troppo lontano, delle politiche più efficaci sul controllo, regolamentazione e limitazione degli “asili politici” e sui flussi migratori che stanno raggiungendo, in particolari aree del nostro paese, livelli ormai insostenibili per una popolazione già afflitta da problemi economici strutturali non indifferenti.

Luca Bazzanella

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