Ecco perchè Stati Uniti e Israele si ritirano dall’Unesco

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[Photocredit: The Sun]

Gli Stati Uniti hanno deciso di ritirarsi dall’Unesco, l’agenzia dell’Onu per l’Istruzione, la Scienza e la Cultura: avevano già annullato il loro sostanziale contributo al bilancio dell’Unesco nel 2011, per protestare contro la decisione di concedere l’accesso alla Palestina. L’uscita ufficiale degli Stati Uniti avverrà il prossimo 31 dicembre 2017.

Subito la reazione di Israele: “Anche noi lasceremo l’Unesco”. Poche ore dopo l’annuncio degli Stati Uniti, infatti, anche Israele ha annunciato il suo ritiro dall’agenzia Onu per la Cultura. Il Presidente israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver già dato istruzioni per l’uscita di Israele dall’Unesco.

Questa decisione da parte degli Stati Uniti “non è stata presa alla leggera e riflette le preoccupazioni degli Stati Uniti per l’arretratezza dell’Unesco, la necessità di una riforma fondamentale nell’organizzazione e tiene conto della sua perenne posizione anti-Israele”, ha affermato il dipartimento di Stato, aggiungendo che gli Stati Uniti cercheranno di “rimanere impegnati come stato osservatore non membro per contribuire alle opinioni, le visioni e le competenze dell’organizzazione”.

La direttrice generale dell’Agenzia dell’Onu ha espresso il suo rammarico per la decisione: “Dopo aver ricevuto una notifica ufficiale da parte del Segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, come direttore generale dell’Unesco, desidero esprimere un profondo rammarico per la decisione degli Stati Uniti d’America di ritirarsi dall’Unesco”, ha dichiarato Irina Bokova, direttrice dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Istruzione, la Scienza e la Cultura.

Il Presidente Donald Trump aveva già alzato i toni in generale sulle Nazioni Unite e le sue agenzie, criticando il costo che le istituzioni internazionali rappresentano per gli Stati Uniti.

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